Carmen Consoli live a Catania: il live report

Carmen Consoli Carroponte 2015 (15 di 37)Raccontare un concerto della Cantantessa a Catania è sempre complicato, perché per la mia città ogni suo live è qualcosa che si porta dietro un numero indecifrabile di emozioni, difficile da raccontare a parole.

di Egle Taccia

Carmen Consoli per noi catanesi è un’istituzione, come la festa di Sant’Agata e gli arancini con la I!! Proprio per questo non mi ha stupita per nulla vedere il Teatro Metropolitan di Catania completamente stracolmo di gente, con tanti ospiti importanti.

Quando si sono abbassate le luci e si è aperto il primo sipario, c’era lei, da sola con la sua chitarra acustica, ad intrattenerci con due brani, solo corde e voce. Il pubblico in delirio ascoltava emozionato la sua regina. Poco dopo si è aperto il secondo sipario e alle sue spalle sono apparsi ben 7 musicisti ad accompagnarla. Ha cominciato a parlarci dopo qualche brano, presentandoci la canzone che ha scritto e musicato insieme a Goran Bregovic, “Il pendio dell’abbandono”, colonna sonora del film “I giorni dell’abbandono”. La presenta a modo suo, dicendoci “chi non accetta non merita”, come le ripeteva sua nonna quando andava a pranzo da lei. Accadeva che, dopo aver mangiato lasagna, caponata e altre prelibatezze catanesi, se malauguratamente avesse osato rifiutare il polpettone, lei puntualmente le avrebbe ripetuto questa frase, costringendola nei fatti a mangiarlo. Il tipico scorcio di un pranzo domenicale a Catania. Poi, parlando d’amore, ci sottolinea come stia molto meglio oggi che a vent’anni.

Tanti i brani che ci ha regalato durante la serata, per un live immenso, che cambiava suoni e scenografia in base alla canzone, in un’alternanza di strumenti e luci. “Mandaci una cartolina”, “Fiori d’arancio”, “Ottobre”, ma soprattutto la stupenda “L’ultimo bacio” accompagnata dagli archi in un’esecuzione superba.

Carmen Consoli 14082015 Angela (11 of 29)“In bianco e nero” è il brano simbolo dell’amore che la città ha per lei, città che è scattata nel classico tripudio al suono della “raggiante Catania”, con un applauso a cui siamo abituati e che sta diventando una tradizione durante i suoi live catanesi.

Una pausa ben studiata, con Valentina Ferraiuolo, meravigliosa percussionista, che lascia improvvisamente la sua postazione sul palco, per riapparire all’improvviso tra il pubblico ad intrattenerci con uno strepitoso assolo. Si riparte con “Non volermi male” in cui Carmen è accompagnata al pianoforte da un’eccezionale musicista e da una scenografia di lanterne e piante.

Ritorna a dirci che chi non accetta non merita, prima di cantarci la storica “Amore di plastica”, che tutti abbiamo intonato insieme a lei.

Si parla anche di immigrazione nel live, di coloro dai quali siamo andati per portare la pace, promettendogli che potevano contare su di noi, che li avremmo liberati, e che adesso sono venuti a bussare alla nostra porta e noi dobbiamo aprire. Perfetta introduzione de “La notte più lunga”.

Scherza coi musicisti e ci dice che stasera c’è un sacco di “liscia” sul palco, termine che non riesce mai a tradurre quando si trova nelle altre città e che prova a spiegare come ridarella, ma no, non si può tradurre!!

Poi arriva un altro brano che si deve fare per forza a Catania, ma prima Carmen Consoli si apre al pubblico con la sua ironia. Sono di San Giovanni La Punta (paesino che si trova alle pendici dell’Etna), ma ho sempre sentito Catania come la mia città, amo la pietra lavica e le sue viuzze. La osservo di nascosto e non mi faccio mai gli affari miei. Però le cose le tengo per me, non le vado a raccontare in giro, al massimo le scrivo nelle mie canzoni! Tutti ridiamo insieme a lei. Poi ci racconta un aneddoto tutto siciliano. Ci racconta di quando aspettava il piccolo Carlo e andava al supermercato facendo la fila, sottolineando che lei la fila la fa sempre. Incontrava spesso delle signore del paese, che le guardavano il pancione, quando lei ancora non sapeva nemmeno il sesso del piccolo, dicendole: “E’ masculu, podalico e con tanti capiddi”! Fatto sta che poi, giorni dopo, il medico le disse la stessa cosa. Si sa, le siciliane sanno tutto, prima di tutti! Il brano che segue non poteva che essere “ ‘A Finestra ”.

La gente richiede i bis e lei ci saluta con il brano dedicato appunto al figlioletto, “Questa piccola magia”, con tanto di standing ovation finale! Ma no! Non poteva finire così. Molti di noi, compresa me, ci siamo catapultati sotto il palco chiedendole di tornare, così mentre alcuni andavano via credendo che tutto fosse finito, con le luci accese, è tornata a regalarci l’ultima emozione insieme a Massimo Roccaforte, suo storico chitarrista, raccontandoci di quando da ragazzini cominciarono a suonare insieme. Non poteva mancare “Confusa e Felice”.

Lei ci ha emozionati tantissimo stasera, potevamo non ricambiare?

Così una bimba, spinta dai genitori, è corsa sul palco sorprendendo Carmen Consoli alle spalle e regalandole un peluche. La Cantantessa visibilmente emozionata dalla sorpresa, ha lasciato il palco mentre il pubblico continuava a richiedere il terzo bis.

Finisce così una serata memorabile!