Blues Pills + Pristine @ Legend club di Milano: report e foto

Nuclear Blast, storica etichetta indipendente di metal ed hard rock, promuove con Barley Arts altre due band del nord europa in tour in Italia: Blues Pills, svedesi, ed i norvegesi Pristine. Venerdì 19 febbraio è stata la volta di Milano.

Report di Mario Orefice, foto di Niska Tognon

Blues Pills
Blues Pills

A tre mesi dal concerto dei Graveyard, che vi abbiamo raccontato qui, il rock di derivazione anni 70 torna protagonista a Milano, e dopo la serata di venerdì possiamo dire che l’equazione nord europa + rock anni 70 + Nuclear Blast = grande musica può ormai essere considerata una legge del rock. Questa volta l’equazione ha nella femminilità il minimo comune denominatore, il che non guasta mai!

Heidi Solheim (Pristine)
Heidi Solheim (Pristine)

I Pristine vengono da Tromsø ed hanno appena pubblicato il loro terzo lavoro in studio “Reboot”. Il loro spettacolo è stato elettrizzante. Musicisti di indubbio talento, sul palco non si risparmiano ed in soli 40 minuti riescono a conquistare il pubblico, trasudando blues rock che alterna momenti veloci quasi stoner ad altri più melodici di ispirazione soul. Heidi Solheim al microfono la fa da padrona, impressionando per tecnica e carisma, ma la band non è da meno: nota di merito per il songwriting che se pur intenzionalmente derivativo non stanca mai, e per il sound, ricercato, perfetto, davvero una goduria per le nostre orecchie.

Elin Larsson (Blues Pills)
Elin Larsson (Blues Pills)

Il Legend è gremito anche oltre la sua capienza quando i Blues Pills prendono la scena. Band formatasi nel 2011 ed attiva dal 2014, anno di pubblicazione del primo album omonimo, è subito balzata in testa alle attenzioni di pubblico e critica. In effetti non appena la biondissima Elin Larsson e la sua band salgono sul palco e la cantante sveste gli stivali per danzare a piedi nudi sembra di essere nella magica San Francisco di fine anni 60; non perché ci siamo mai stati, ma semplicemente perché ce la immaginiamo così. Presenza scenica decisamente di impatto dunque e come accaduto per i Pristine è sicuramente Elin alla voce la fuoriclasse e vera trascinatrice della band, che di svedese ha in realtà solo il 50%, la stessa Elin ed il batterista André Kvarnström. Il bravissimo Zack Anderson, ex Radio Moscow e vero motore della band, al basso è infatti statunitense, mentre il giovanissimo chitarrista Dorian Sorriaux è francese. La ricetta è sempre quella, blues rock che volutamente rimane nei confini del genere, i Blues Pills, seppur magnifici, forse pagano il fatto di essere all’inizio di una promettente carriera e di avere un solo album all’attivo ed alcuni brani anche dal vivo danno l’impressione di essere dei riempitivi se paragonati ai loro pezzi migliori. Gli episodi migliori risultano High Class Woman, Gipsy (cover di Chubby Checker) ed il pezzo che ha fatto gridare al miracolo Devil Man, veramente da pelle d’oca. Mentre rimangono grandi le attese per il prossimo album in uscita, auguriamo (e ci auguriamo!) per questi ragazzi una grandiosa carriera.

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