BEHEMOTH – ABBATH – ENTOMBED AD – INQUISITION @ LIVE CLUB, Trezzo sull’Adda (MI)

 

folla concerto live club 11/02/’16:BEHEMOTH + ABBATH + ENTOMBED AD + INQUISITION @ LIVE CLUB, Trezzo sull’Adda (MI)

DI Luca Vezzosi

L’inverno in corso si riscalda in modo significativo al Live Club di Trezzo sull’ Adda, per un evento all’insegna delle fiamme e delle tenebre del metal estremo.

Ad aprire le danze della serata, i blackster INQUISITION, ormai rodati compagni degli headliner, giungono portando anche nuovo materiale; un sequel tanto atteso del loro album più venduto ‘Obscure Verses for the Multiverse’ (2013). Il duo black metal americano è cresciuto con slancio travolgente dalla scena underground, tutto con l’aiuto del passaparola e della domanda dei fan, ed è ora un marchio importante sulla scena, grazie anche alla ristampa di tutta la discografia con l’etichetta Season of Mist. Meritano tutti gli applausi scaldando a dovere il forum già piuttosto pieno e movimentato.

Lars-Göran  Petrov e i suoi Entombed, ora conosciuti come ENOMBED A.D., sono il secondo gruppo ad esibirsi, gli svedesi sono ormai un’icona quando si tratta di vero death metal scandinavo, arrivano giusto in tempo nel tour per presentare il nuovo album a tutti gli appassionati in attesa. Il gruppo non lesina però sui pezzi classici, formando poghi e grandi headbang nella platea ormai gremita, su note e assoli di chitarre distorte come motoseghe; lo show puramente death metal termina sulle note della celebre “Left Hand Path”, che molti cantano a gran voce, fino all’ipnotico finale strumentale. Grande esperienza e nessuna esitazione; dimostrano di avre ancora molto da dare, grandiosi.

 

Dopo un cambio palco non esattamente breve, arriva sul palco il re del black metal in persona, Abbath Doom Occulta con il suo attuale ed omonimo progetto musicale ABBATH, anch’esso forte di un nuovo album eponimo appena pubblicato, dopo il primo ep dell anno scorso. Un vero co-headliner, perchè di questo si tratta dato l’altrettanta grande fama, acquisita durante la sua carriera con l’iconica band black metal immortal; dopo aver terminato il lavoro con i suoi ex colleghi, è tornato con nuovi musicisti sotto la propria bandiera. Ma il norvegese non avrebbe mai lasciato deluso il proprio pubblico, sfoderando tra i nuovi pezzi, grandi classici degli immortal così da portare una vera tempesta di neve al Live Club. Tra giochi di luci che sembrano essere stati sottratti dal più inquietante dei lunapark, il nostro si diverte a giocare col pubblico, tra richiami d’applausi e pose plastiche al limite del comico. Ottima prova per questa tappa del tour di questo nuovo progetto, che inevitabilmente, non è andato molto lontano dai vecchi Immortal per quanto riguarda lo stile musicale, ma per molti questo è solo un bene. Lasciano la firma tra gli applausi generali.

 

Finora la serata si è svolta bene. Un ottimo “aperitivo” e antipasti piuttosto convincenti, per motivi diversi. Ma quando giunge il momento degli headliner BEHEMOTH, la spettacolarità prende prepotentemente il proprio posto in scena, e si capisce dai primi riff di “Blow Your Trumpets Gabriel”. I mezzi per affascinarci sono tanti, con tre schermi, fiaccole e fiamme, grandi effetti di luci e bizzeffe di fumo. Ma è soprattutto nella musica che i Behemoth ci rapiscono. Si giocano bene le proprie carte con suoni ottimali, a partire dalla batteria di Inferno, molto ben bilanciata , che riesce a  suggerire la piena portata del suo talento.

Ma non è il solo, non sono lasciati fuori i compagni, a partire da Orion, si sente davvero bene da dove ci troviamo, non troppo distanti dal palco, ed è un bene perché il basso non è sempre così coccolato in questo tipo di metal. Ovviamente , tutti gli occhi sono fissi su Nergal, perché i Behemoth sono essenzialmente lui. E se è un peccato che la sua voce sia meno gutturale di prima, è chiaro che se la gioca con fervore, una tale convinzione che non manca mai, da farci sospettare che non sia mai stato malato.

Chiaramente una scissione, la scelta di esibire interamente “The Satanist”. Da un lato, è diventato l’album preferito di molti, dall’ altro,  comporta meno seguaci di Demigod, per non parlare di Evangelion e The Apostasy. E ‘ in ogni caso il benvenuto a questa iniziativa perché è completamente contro corrente da ciò che attualmente il panorama metal ama: i tour pieni di “nostalgia”, dedicati all’album di culto delle nostre band preferite . E non riuscendo a essere davvero ambizioso musicalmente, The Satanist ha una vera atmosfera personale che gli appartiene, una qualità che tende a svanire lungo carriera di un gruppo. E ci sono ancora i due capolavori che sono “Ora Pro Nobis Lucifer” e ” Ben Sahar” che dichiarano come la band sappia ancora scrivere canzoni (o uccisioni).

Tra le piccole novità, siamo spettatori di una consegna di ostie direttamente da  padre Nergal che si allonga fino al pubblico che distende le braccia a lui. Purtroppo, il tempo stringe e non puà restare troppo a comunicare con le prime file. E arriviamo così alla processione perpetua di fede, “O Father O Satan O Sun” con il suo riff vellutato non potrebbe essere più solenne, che chiude il capitolo The Satanist come si deve. Uscita da un’altra epoca, ma ancora efficace, arriva poi “Pure Evil and Hate”. Poi le essenziali “Antichristian Phenomenon” , “Conquer All” e “Chant for Eschaton 2000” , che ci lasciano coi brividi tra i saluti della band. Il dado è tratto. I Behemoth hanno dimostrato, ancora una volta, di meritare il loro stato attuale e relativo successo; questa entra di diritto tra le miglori esibizioni live viste negli ultimi anni e certamente non mancheremo al prossimo appuntamento dal vivo; Hail Nergal, Hail Behemoth!

scaletta:

 

Blow Your Trumpets Gabriel

Furor Divinus

Messe Noire

Ora Pro Nobis Lucifer

Amen

The Satanist

Ben Sahar

In the Absence ov Light

O Father O Satan O Sun!

Pure Evil and Hate

Antichristian Phenomenon

Conquer All

Chant for Eschaton 2000