BAY FEST 2016: NOFX, STRUNG OUT e WILHELM SCREAM – report e foto

La prima giornata del BAYFEST di Igea Marina lo scorso 14 agosto ha aperto col botto quest’anno: a richiamare le folle da ogni lido ci ha pensato il bill composto niente meno che da NOFX,  STRUNG OUT, A WHILELM SCREAM e TALCO per una serata esplosiva.

foto e report di Luca Simonazzi

Giunti sul posto non possiamo fare a meno di notare l’ingente presenza delle forze dell’orine davanti all ingresso della venue, (nota di merito: le forze dell’ordine sono state onestamente capaci di dirigere il traffico permettendo ai turisti e a noi debosciati di circolare tranquilli, forse erano anche in minoranza rispetto al dovuto) mentre la security dell’organizzazione ritira all’ingresso i vari tappi di bottiglia come non ci fosse un domani; nel frattempo, i veneziani TALCO danno il benvenuto ai presenti con il loro punk impregnato di ska e folk mentre gli animi si scaldano, fanno valere i loro 15 anni di esperienza  tra gli applausi di molti e il naso storto di chi proprio lo ska non lo riesce a digerire. Dopo un cambio palco non particolarmente lungo, ecco giungere sul palco gli A WHILELM SCREAM direttamente dal Massachusetts, che all attacco del classicone “The King Is Dead”  fanno partire il degenero nel pit; chitarre vorticose che sono un tutt’uno, batteria implacabile e carica tenuta costante senza sbavature per una quarantina abbondante di minuti quasi senza pause di sorta (con applausi “chiamati” alla connazionalità del batterista Nicholas Pasquale Angelini, come norma vuole), tra un coro e l’altro ci concediamo anche il pogo durante la potente “The Horse”, entrando nel polverone sollevato da decine di piedi battenti sul parterre sterrato, e l’esibizione si conclude tra gli applausi su un brano conclusivo estratto dall ultimo album “Partycrasher”; probabilmente la migliore esibizione a livello tecnico strumentale della serata, leggermente penalizzata dai suoni regolati a dovere solo nella parte finale.

Diverso il discorso per i californiani STRUNG OUT, che forti del loro ultimo lavoro “Transmission.Alpha.Delta”, riescono a portare al pubblico un impatto leggermente meno esplosivo ma più calibrato, un’ottima esibizione corredata da pezzi granitici come” Firecracker” o “Bring Out Your Dead”; parte del nostro gruppo ha potuto assistere, quattro giorni prima, alla medesima esibizione dei californiani al celebre Punk Rock Holiday, a giudizio unanime la prova odierna è decisamente migliore, partendo dalla voce del frontman Jason Cruz, qui mantenuta ad un buon livello quasi fino alla fine della scaletta, e complessivamente, per la carica e la presa sul pubblico; il connubio di punk rock ed heavy metal che è divenuto marchio di fabbrica del quintetto convince anche chi non ha mai avuto modo di conoscere la formazione ed è oggi al primo ascolto;  da citare il momento di raccolta finale sulle note del brano “Soulmate” dei No Use For A Name, in memoria del compianto Tony Sly; così gli Strung Out si riconfermano come una delle punte di diamante della scuderia Fat Wreck Chords  tra gli applausi dei presenti, prima di sparire dietro le quinte.

Mentre la folla scalpita durante il cambio palco leggermente più lungo dei precedenti, un baldanzoso Fat Mike fa capolino on stage seguito a ruota dai suoi compagni NOFX, che dopo qualche parola di benvenuto alla loro estrosa maniera, siparietti sconci compresi, si scatenano sulle note di 60%, fulminando subito dopo il BayFest con l’accoppiata dirompente Stickin’ In My Eye / Linoleum, per un tripudio di poghi e crowd surfing di una platea che ha già perso il controllo; immancabili tra un brano e l’altro i vari sketch di Mike (per qualcuno anche troppo lunghi) con un Eric Melvin particolarmente su di giri ed il messicano El Hefe che non perde occasione di parodiare un parlato Italiano in momenti che hanno del comico. Reduci a loro volta del Punk Rock Holiday, pare abbiano in quell’occasione scambiato il posto con gli Agnostic Front come headliner per poter prendere un volo, offredo così un’esibizione descritta come discreta ma non eccelsa, diversamente qui al BayFest si direbbero davvero scatenati, con un scaletta molto differente dalle date precedenti, tanto che il nostro compagno di fest (che è stato loro spettatore già sei volte) sente stasera per la prima volta la versione dal vivo di Lori Meyers, con tanto di feat vocale dell’amica Jen Razavi (che pur non è la stessa ospite della versione studio del brano); sotto palco la situazione si sta facendo faticosa, così ci spostiamo sul soppalco laterale predisposto per i disabili per poter godere di una buona visuale sopraelevata, la cover di Jason Crest Les Champs-Élysées sembra ancora migliore con la vista sulla bolgia del pit che pare instancabile nella nuvola di polvere. Le seguenti Herojuana (da Mike presentata come la propria preferita) e The Moron Brothers vengono spacciate come ultime anticipando l’encore del quartetto, che torna ancor più chiacchierone di prima, ma le attese vengono ripagate dalle granitiche “Fuck Da Kids” e “Dinosaurs Will Die”, per poi portare a loro volta riverenza all amico Tony Sly con il brano “I’m So Sorry, Tony”. La scaletta volge realmente al termine con “Bottles to the Ground” e la versione più lunga di SEMPRE  di “Theme from a NOFX Album”, merito di Melvin che protrae il finale di fisarmonica a vari minuti, per poi uscire di scena e tornare poi ancora, e ancora, finchè lo staff e la band (che ha già riposto gli strumenti e spento gli amplificatori) non lo trascinano di forza giù dal palco, salutando e ringraziando tutti i presenti, grandiosi.

A conti fatti possiamo anche redare una piccola scaletta di pregi e difetti di questa prima giornata di BayFest per poter puntare sempre al meglio: buona organizzazione con staff preparato e sicurezza efficiente; ottima scelta di band con ottime esibizioni; suoni nel complesso abbastanza soddisfacenti; bagni chimici insufficienti per la mole di persone mossa; buona scelta per l’offerta culinaria (anche vegana) e bevande (ma 6 € a panino per noi punkacci  e’ una ladrata!); tabella degli orari rispettata perfettamente; ed infine, ciò che ha infastidito la maggior parte dei partecipanti, l’impossibilità di uscire dall’area del fest dopo le 17 nonostante fossimo muniti di braccialetto, mai vista una mossa così in anni di fest in giro per l’Europa, una mossa a fini di lucro bella e buona.

Speriamo quindi che la parabola ascendente non si fermi qui, contiamo di vedere nei prossimi anni edizioni sempre migliori di un fest made in Italy che ha tutte le carte in regola per essere competitivo a livello internazionale, ringraziando ancora una volta NOFX e colleghi per l’adrenalinico spettacolo!

Eccovi tutte le foto dei Nofx e Strung Out e A Wilhelm Scream

ph Luca Simonazzi

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Scaletta nofx:

  • 60%
  • Stickin’ in My Eye
  • Linoleum
  • Idiots Are Taking Over
  • We March to the Beat of Indifferent Drum
  • 72 Hookers
  • Six Years On Dope
  • Leave It Alone
  • Leaving Jesusland
  • Murder the Government
  • Seeing Double at the Triple Rock
  • The Man I Killed
  • I Believe in Goddess
  • Bob
  • Eat the Meek
  • Lori Meyers
  • Les Champs-Élysées
  • Herojuana
  • The Moron Brothers

Encore:

  • Fuck Da Kids
  • Dinosaurs Will Die
  • I’m So Sorry, Tony
  • Bottles to the Ground
  • Theme from a NOFX Album