Bad Religion: il live report di Milano

badreligion-8A distanza di tre anni i Bad Religion, la storica punk rock band californiana, ritorna in Italia per 2 date. Li abbiamo ospitati il 18 giugno all’Alcatraz  di Milano e il 19 all’Estragon di Bologna.

La data milanese si preannunciava infuocata. E noi che ne abbiamo preso parte possiamo confermarvelo.
La giostra parte alle 20.30 con gli spezini The Mangies che suonano un ruvido e tiratissimo set di trenta minuti, sparando tutte le loro cartucce una in fila all’altra senza quasi mai fermarsi. Puro punk rock melodico vecchia scuola di matrice Ramones.
Alla spensieratezza dei The Manges, si passa, dopo un breve cambio di palco, ai più politicizzati Anti-flag.
Non danno un attimo di tregua i quattro ragazzi di Pittsburgh. Chris (il bassista) sembra indemoniato. Si muove sul palco e salta per tutto il concerto. Dalla primo accordo, il sottopalco si trasfoma in un immenso pit. Il pogo è vorticoso. Due momenti di riflessione per ricordare le proteste brasiliane ed i manifestanti in Turchia: Fuck Police sembra fatta apposta. La band sembra veramente presa bene e dà l’impressione di non volersene andare. Classico finale: batteria smontata,spostata e suonata in mezzo al pubblico.
Cosa si può dire dei Bad Religion che non è stato già detto?
Un buon mix di brani che abbracciano l’intera carriera. 33 anni, ci tengono a precisare.
Si passa dalle note di “True North” e “Fuck You” dell’eccellente e nuovissimo album a pietre miliari come “21st century boy” o “I want to conquer the world”e l’inmancabile “American jesus”.
Rapiti dalla potenza sprigionata dagli amplificatori e senza nemmeno rendercene il concerto si consuma in quell’ora e mezza di cori, pogo e crowd surfing.
Bad Religion ci sono e testimoniano a testa alta che è anche grazie a loro che band del calibro dei Green Day oggi richiamano decine di migliaia di fan ai concerti.
Articolo e Foto Mario Carina
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Mario Carina