Afterhours: Club Tour a Milano – recensione e foto

IMG_6598Afterhours… instancabili. Alle spalle un anno ricco di live, premi e riconoscimenti. Il loro ultimo disco, Padania, si è aggiudicato la Targa Tenco come “Album dell’Anno”, il Premio della Critica di Musica & Dischi come disco Italiano dell’anno, la Targa Indie Music Like, senza dimenticare il riconoscimento come “Artista dell’anno” al Premio della Musica Indipendente Italiana. Potevano desiderare altro? Si, suonare e cantare ancora. Giovedi e Venerdi scorso, Lamusicarock.com ha partecipato ai due live sold out della band al Factory di Milano, entrambe tappe del Club Tour 2013.Un’ambientazione che non da giustizia alla performance esplosiva della band, caotica, forse fin troppo. Ma il Club Tour degli Afterhours è nato proprio con l’intento di portare brani storici in ambientazioni poco dispersive. Quasi in clima familiare. Un palco semplice, luci studiate ad hoc per garantire le giuste atmosfere (grande pecca però il suono). Manuel Agnelli ruggente, Xabier che alterna come da tradizione scatti d’ira fulminei e riff violenti, a momenti di immobilità, la quiete prima della tempesta.IMG_6569 Quella che è definita senza alcun dubbio una (o LA) rock band italiana per eccellenza ha ancora una volta fatto gridare, sudare, tutti i presenti.  E ancora una volta per noi, parlando degli Afterhours, la tentazione di cadere in facili elogi che possono sembrare esagerati ed appassionati è alta. In un Factory di Milano strapieno, arrivano sul palco tutti di bianco vestiti (ironicamente Manuel dice che è “un omaggio a Ciccio, il papa”). Si inizia, andando indietro nel tempo, con pezzi da “Hai paura del buio”, Veleno, a cui segue Elymania., e Da Ballate per Piccole Iene, Sangue di Giuda. Sempre dal passato ci sono Rapace, Varanasi Baby e 1.9.9.6.. Roberto Dell’Era sul palco con immancabile occhialata, bianca per l’occasione, e Rodrigo D’Erasmo, che suona come sempre il suo incantesimo rock armato di violino. Non mancano ovviamente Male di miele, Costruire per distruggere, Ci sarà una bella luce, Spreca una vita, Tutto Domani. Una scaletta che ripercorre gli anni di lavoro della rock band. Circa due ore di concerto, ovviamente di puro rock psichedelico, vecchi e nuovi successi rivisitati in modo perfetto, in cui i testi dei brani disincantati (Padania),e arrabbiati, divengono un facile un parallelo con lo scenario italiano attuale, preoccupato e disilluso. Fortunatamente certe certezze restano, gli Afterhours spaccano!

Eccovi le nostre foto:

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