Adele in concerto all’arena di Verona – live Report

adeleLa città di Verona da anni ormai ospita nella sua meravigliosa Arena concerti di grandi artisti: sold out da mesi( i biglietti sono finiti nello stesso giorno in cui sono state aperte le vendite) è finalmente arrivato l’attesissimo momento delle uniche due date italiane di Adele. Il 28 maggio la temperatura era alta insieme all’euforia, le file per le varie entrate fuori iniziano a crescere e alle 21 in punto l’arena è gremita di gente. Pochi minuti dopo gli occhi chiusi di Adele sul maxi schermo dietro al palco si aprono a tempo al suono di tre “Hello” e dall’entrata centrale opposta al palco entra lei a piedi passando tra il pubblico, aprendo così ufficialmente la serata con la canzone tormentone degli ultimi mesi.

Di Giada Frisoni

E’ raggiante nel suo lungo vestito nero pieno di pailette, sul palco basta lei per illuminare la serata: nessuna scenografia o effetti luce, la sua grande band alle spalle e lei a proscenio con un tavolino per la sua tazza di miele caldo.

Alla prima pausa confida al pubblico che “ non canto canzoni molto felici e  quindi facciamo subito le più divertenti e poi piangiamo tutti insieme” e già subito conquista il pubblico con la sua ironia. Dopo qualche canzone si ferma a leggere i cartelloni sotto al palco, commentando e scherzando con tutti, e così all’improvviso fa salire due giovani ragazze sul palco per un selfie con il telefono di uno sconosciuto fan sotto al palco che gentilmente presta il suo telefono. E’ simpatica, sincera e piena di vita, consapevole di essere una chiacchierona ammette “so che parlo troppo quindi se esagero fermatemi” e la scaletta continua con “Rumor has it”, “Water under the bridge” dell’ultimo album 25 e l’amata “Skyfall” della colonna sonora di James Bond. Tra una canzone e l’altra ogni scusa è buona per parlare dei significati di ogni canzone o intrattenere con qualche battuta il pubblico: “Million Years Ago” molto personale e piena di emozioni, “Send my love” dedicata a tutte quelle persone che continuano a tornare anche se le abbiamo già escluse dalla nostra vita. “Make you fell my love”, cover di Bob Dylan, in versione acustica fa da colonna sonora ad una proposta di matrimonio in prima fila, dove Adele chiede finita la canzone qual’è stata la risposta per congratulandosi con loro e invita il pubblico a dedicargli un applauso. Così generosa a condividere i suoi pensieri con noi che ammette la giornata importante del 28 maggio, è felicissima di essere lì ma è anche il compleanno di una sua cara amica coinvolgendo così tutti in un video di auguri. Scende dal palco per abbracciare un fan, sorride, si lascia coinvolgere dall’atmosfera forse anche per rilassarsi in una serata così magica: dopo aver letto alcuni cartelloni inizia a chiedere da dove viene il pubblico ed è incredibile scoprire quanti stati del mondo sono lì quella sera come Germania, Francia, America, Brazile, Polonia e tanti altri.

Questa data fa parte del lungo tour che l’ha portata a suonare in America e in Europa negli ultimi mesi e anche se non ci si aspettano più sorprese dopo così tanti live ecco che parte “Love you in the dark” scritta insieme al produttore e musicista Samuel Dixon.

Adele colpisce per il suo umorismo e spontaneità sia con il pubblico che quando canta: le canzoni sono interpretate e vissute con una forza che sconvolge.

“Sweetest Devotion” accende i colori dell’arena che fino a quel momento era in bianco e nero, canzone dedicata all’amore che ha per suo figlio dichiarando che fare la mamma è la cosa più importante di tutto, anche di cantare. 28 anni e alle spalle tantissimi album venduti ma lei è rimasta sempre la stessa, capace di scherzare dimostrando la sua età e allo stesso tempo la sua grande maturità di madre. Immancabile “Someone Like You” scritta per un’amore che le ha fatto credere di non riuscire più amare nessuno, ma come sempre poi la vita le ha regalato ancora la forza di amare. “All I Ask” con solo il pianoforte a seguirla è l’apice delle sue capacità sonore e da pelle d’oca. “When We Were Young” dedicata alla sua migliore amica e scritta in un viaggio a Los Angeles dopo un periodo in cui non riusciva più a trasformare le sue emozioni in testi dopo la nascita del figlio, canzone dedicata alla loro amicizia per “quando eravamo piccole, quattordicenni, adesso e quando avremo 75 anni”. Se le sue canzoni trattano temi d’amore con uno velo di malinconia,il concerto è pieno di momenti divertenti che si bilanciano perfettamente con il silenzio del pubblico in totale ascolto delle sue emozioni in musica.

Non sbaglia una nota e nel frattempo è ora di chiudere quella che sembra una serata al pub con un’amica, arriva “Rolling in the deep” che scaten tutto il pubblico seguito da una pioggia di coriandoli bianchi pieni di citazioni delle sue canzoni scritte con la sua calligrafia.

Una giovane donna che ha conquistato classifiche, premi, successi con la sua voce incredibilmente divina: un palco è quello che le serve per dimostrare che è nata per cantare e per vivere le sue canzoni, ed è rimasta sempre fedele a sé stessa. E ha conquistato anche me.

Uno dei concerti più memorabili, intensi ed emozionanti della mia vita.

Scaletta

Hello

Hometown Glory

One and Only

Rumour Has It

Water Under the Bridge

I Miss You

Skyfall

Million Years Ago

Don’t You Remember

Send My Love (to Your New Lover)

Make You Feel My Love (Bob Dylan cover)

Love in the Dark (Live Debut)

Sweetest Devotion

Chasing Pavements

Someone Like You

Set Fire to the Rain

All I Ask

When We Were Young

Rolling in the Deep