Sanremo si fa o non si fa? la scelta alla politica, e la musica?

Vi avevamo già accennato della storia in cui “nella terra dei cachi” si palesava l’ipotesi di spostare il festival di musica nazionale più importante, per via delle elezioni politiche..non per le elezioni in sè, ma per la “par condicio” che limiterebbe i bellissimi, esilaranti, testi di “satira” che gli autori di Sanremo ogni anno ci fanno subire. Con buona pace di Fabio Fazio, Luciana Litizzetto e Renato Zero, l’ipotesi è che il Festival di Sanremo slitti al 2 marzo. Ieri il Presidente della Repubblica Napolitano, ha dato il suo nulla osta alla proposta del Ministro dell’Interno, Anna Cancellieri: si voterà il 24 febbraio. Le domande che si fanno in Rai sono le seguenti: Fabio Fazio può reggere botta, per cinque serate, in un regime di par condicio? A cosa serve la Littizzetto se non si può parlare di politica? E ancora: a parte Renato Zero – che quasi certamente affiancherà Fazio e Littizzetto nella conduzione del Festival – quali ospiti si possono invitare senza correre il rischio di violare la par condicio? Le incognite sono troppe. La scelta di spostare il Festival, se confermata, mette in mostra una contraddizione tutta italianal’impossibilità di fare una tv bella, divertente, provocatoria e non schierata. Servizio pubblico? Libertà di parola? Canone Rai? Cachi… tanti cachi!

 

 

 

Fonte: Linkiesta