La EDM sta uccidendo il Rock: la classifica dei dj più pagati del mondo

Rock is dead, cantava nel lontano ’99 Marilyn Manson e 14 anni dopo la sua profezia si sta avverando.
Economicamente ma soprattutto a livello di partecipazione.
Guardate un attimo al seguente classifica:

  1. Calvin Harris – 46 milioni di dollari
  2. Tiësto – 32 milioni di dollari
  3. David Guetta – 30 milioni di dollari
  4. Swedish House Mafia – 25 milioni di dollari
  5. Deadmau5 – 21 milioni di dollari
  6. Avicii – 20 milioni di dollari
  7. Afrojack – 18 milioni di dollari
  8. Armin van Buuren – 17 milioni di dollari
  9. Skrillex / Kaskade – 16 milioni di dollari
  10. Steve Aoki – 14 milioni di dollari

(via Forbes)

E’ la classifica dei 10 dj che hanno guadagnato di più al mondo nel solo 2013 (sommando live, dischi e merchandising vario).
E l’età media è di 30 anni.
Se sei un vero lettore de lamusicarock.com starai sicuramente storcendo il naso.
Ma è così, parlano i numeri. Cifre astronomiche che fanno impallidire anche dei mostri sacri del rock (spesso anziani) ed è ancora più impietoso il confronto con le nostre superstar italiane.
In ogni caso sono cifre che corrispondono anche ad una immane partecipazione di pubblico.
Stemningsbilde under Calvin Harris - Hovefestivalen 2013
Numeri da capogiro. Per prendere il più recente, TomorrowWorld 2013 – Atlanta di qualche giorno fa, un weekend da almeno 50.000 persone al giorno (ticket sui 350$ a testa e tutto esaurito mesi prima). Ma basta prenderne un festival qualsiasi e le cifre son sempre quelle e son sempre costantemente accompagnate dal tutto esaurito. Ogni ospitata da qualsiasi parte è pagata a peso d’oro per poche ore di musica: dai 100.000 $ in su.
La mia non è una critica al genere EDM (Elettronic Dance Music) e di quanto musicalmente possa essere più ‘facile’ farla (anche perché non la penso affatto così).
Ma è una critica alla musica rock stessa, che si è seduta sugli allori, sui vizi e le eccentricità di gente che ormai se va bene è sessanta-settantenne e vive di rendita (a volte super rendita) e nel frattempo i gruppi minori sopravvivono a fatica. E’ una critica a quella musica rock che vive di autocitazione e si innova pochissimo. Che non comunica coi suoi fan ma addirittura spesso li guarda dall’alto al basso (andate a dare un occhio all‘instagram di Tiësto o quello di Calvin Harris (con i loro mezzo milione e più di followers) e valutate voi).

Ovviamente anche loro hanno i loro jet privati (!) e le loro manie..ma le vivono molto meglio e quando c’è bisogno (magari semplicemente come facciata) si mostrano molto più umili e disponibili.
Insomma non lasciamo (lasciate) che la musica rock muoia soffocata dalla EDM ma mettete da parte l’orgoglio e riportate lo spirito e la creatività giusta.
Anche perché pure noi dobbiamo campare. 🙂

[photocredit marcvanderaa.com e totallycoolpics]