Il sound ibrido degli Stubborn Heart

Provenienti da Londra e Oxford i due dj/producer Luca Santucci e Ben Fitzgerald ispirati dalla musica elettronica degli anni ’80 e ’90 e dal soul degli anni ’60 e ’70 e dalla buona musica pop, ci hanno presentato il loro esordio lo scorso 14 novembre in Santeria, un nuovo concetto (un altro!) di soul moderno con la One Little Indian dal titolo “Stubborn Heart” ( titolo di un brano ’60s-soul dei The Sheppards). Questo lavoro di “ricerca” del duo Italo-britannico manifesta le contaminazioni del soul anni 60 , del pop anni 80, techno, house. Non sono solo questi gli elementi principale di questo lavoro, al centro troviamo la vocalità. Autentica componente soul, anche se ricoperta da suoni freddi ed artificiali, ti accompagna per tutte le dieci tracce di Stubborn Heart in un cammino ipnotico e psichedelico, da una parte, con la componente  fatta dalla musica elettronica, dall’altra l’atmosfera sensuale data dalla componente vocale. Una scissione che… spiazza. Atmosfere cupe che sanno di trip hop acidificato di Interpol Two times a maybe, ad andamento quasi alieno di Head on il tutto sempre accompagnato dal timbro di voce avvolgente. Altro motivo sempre ricorrente in tutto l’album, le pause ed i silenzi che rendono l’immagine di una musica da ballo triste e malinconica. Need Someone possiede un tono di chiara matrice dub-step ritmico, forse il pezzo migliore di tutta la track list, con quell’aumentare di intensità fino alla fine senza nessuna eccedenza di suono. Di sicuro non sono i primi ad approfondire questo nuovo concetto di soul, ma di certo sono tra i pochi ad essere sulla buona strada per elaborarlo.

www.stubbornheart.com

TARTING BLOCK – http://soundcloud.com/stubbornheartuk/stubborn-heart-starting-block

Track list: 1 Penetrate/ 2 Better Than This/ 3 Two Times A Maybe/ 4 Interpol/ 5 It’s Not That Easy/ 6 Starting Block/ 7 Blow/ 8 Head On/ 9 To Catch A Spark/ 10 Need Someone

Sanfabe