Virginiana Miller: Venga il regno – l’intervista

Virginiana MillerLaMusicaRock intervista i Virginiana Miller. Davvero un bel momento. Quattro chiacchiere sul nuovo album “Venga il regno”, sul cambiamento e sulla bellezza. Unica pecca: non riuscire a rendere, sulla carta, la splendida parlata livornese.

1) “Venga il regno” è il vostro sesto disco. Quali sono i pensieri e le emozioni dei Virginiana Miller a questo punto del viaggio?

“Certo, non ci sono le emozioni “da prima volta”. Ma con questo nuovo lavoro ci è parso di aver finalmente acquisito consapevolezza dei nostri mezzi espressivi. “Venga il regno” è accompagnato da un profondo ottimismo nella disillusione, nel senso che messi da parte alcuni sogni nel cassetto, è rimasto il tirar fuori il massimo da quello che siamo diventati.”

2) Perché il disco si intitola “Venga il regno”?

Venga il regno è una frase presa da uno dei brani contenuti nel disco ed è, in sostanza, un augurio. Tutto il disco è un po’ un augurio. Finito quel periodo, che i nostri amici Perturbazione hanno definito quando hai tutta la vita davanti, le cose cambiano e paradossalmente la diminuzione delle occasioni ti spinge a fare bene con quello che hai.”

3) Già al primo ascolto “Venga il regno” fa intuire che avete vissuto un cambiamento nel vostro approccio alla musica. E’ stato qualcosa che vi siete imposti o che è arrivato naturalmente? 

“E’ senza dubbio una verità. C’è stato un cambiamento. Un approccio diverso. Il disco e i brani che lo compongono sono nati in poco tempo. Non c’è stato un grande lavorio ma, al contrario, una grande spontaneità. Abbiamo finalmente lasciato da parte tutte le complicazioni, tutte le paure, tutte le insicurezze. Siamo andati dritti verso il nostro obiettivo. Qualcuno lo chiamerebbe disco della maturità.”

4) Viene fuori dall’ascolto che l’invito è quello a vivere qui e ora. Che interpretazione date a questo pensiero?  

“Un po’ il punto è venuto già fuori. Vivere qui e ora deriva dalla fine dei sogni assurdi. Quando hai tantissime possibilità, spesso rischi di cadere nell’inazione. Quando, invece, hai qualcosa in meno, ti tocca fare i conti quello che hai, con quello che sei diventato e questo ti porta ad agire più velocemente. Che significa che comunque ti porta ad agire.”

5) Un altro tema forte è quello della bellezza. Cos’è la bellezza? 

“La bellezza è una forma di salvezza. Forse individuale, sì. Ma è un tentativo sincero di dare forma a qualcosa. Sì, è un tentativo di salvarsi.”

6) Il testo di Anni di piombo, e poi un po’ di conseguenza anche il video, riportano la storia del sequestro di Aldo Moro con un finale alternativo e positivo. Perché tra tutti i fatti della nostra storia, avete scelto proprio quello? 

“Perché, secondo noi, quel sequestro rappresenta uno snodo fondamentale della storia del nostro paese, un atto che ha avuto conseguenze potenti. Diciamo che ci siamo giocati lì un po’ il nostro futuro. Se non ci fosse stata la morte di Aldo Moro probabilmente si sarebbe fatto il compromesso storico  e oggi in Italia ci sarebbero una destra sicuramente meno becera e una sinistra consapevole con alle spalle un’esperienza lunga di governo.”

Intervista ai Virginiana Miller