Tommaso Di Giulio: “Ragazzo per agosto” – l’intervista

tommaso di giulioContinua lo speciale sull’Indiegeno Fest! Come anticipato qualche giorno fa infatti, durante l’ “Indiegeno Fest” di Tindari, Lamusicarock.com tramite Egle Taccia ha realizzato delle belle interviste, e oggi vi proponiamo quella fatta a Tommaso Di Giulio, unico esponente dell’etichetta Leave Music (organizzatrice dell’evento) ad esibirsi sul palco di Tindari.

Con lui abbiamo parlato di “L’Ora Solare”, il suo ultimo album, di “Ragazzo per Agosto”, brano scelto per accompagnare la nostra estate, di musica, di uomini vittime delle storie estive e di programmi per il futuro.

Cosa provi nel tornare a Tindari per il secondo anno consecutivo?

Rosso, involtini di gamberi, però quelli raffinati, quelli non fritti con la pasta buona, carta da zucchero, qualche sfumatura di tramonto rosa e un po’ di melanzane.

Non senti un po’ il peso della responsabilità per essere l’unico esponente della Leave stasera?

Estremamente responsabile, in queste due volte che sono venuto qui, duplice ansia nel rappresentare l’etichetta. Questa sera si farà il possibile, anche senza soundcheck. (Per problemi di maltempo il suo soundcheck aveva rischiato di saltare, ma alla fine è riuscito a provare e ci ha regalato un live sorprendente, n.d.r.)

Dici che non lo fai?

C’è questa forte possibilità, quindi a chi leggerà questo articolo a posteriori del concerto, potrò dire che la colpa era in parte anche del non soundcheck.

Chi è il “Ragazzo per agosto”?tommaso di giulio egle taccia

E’ tutti quei ragazzi che, a discapito di quello che si dice generalmente, cioè che sono sempre i più superficiali in queste storie estive, dopo un mese si abbandonano a una storia d’amore, o a quella che pensano essere una storia d’amore, ed in realtà si rivelano essere delle storie molto passeggere, o anzi delle storie del mare per citare il collega Dimartino, e in questo caso il “Ragazzo per agosto” della canzone è uno che prende un palo in faccia di proporzioni clamorose.

Che periodo sta vivendo la musica indipendente in Italia?

Continuo a non capirlo, come non l’ho mai capito. Vanno delle cose che sulla carta è bello e particolare che vadano come vadano, come ad esempio il progetto Colapesce, che è un progetto estremamente complesso, che io apprezzo molto, ma che non ci si aspetta che abbia quel tipo di presa, ma evidentemente Lorenzo è ancora più bravo di quello che sembra. Come sta messa? Secondo me male, perché poi in realtà i numeri più grandi li fanno artisti che a me non piacciono; a mio modesto gusto in realtà meno bene, preferirei vedere le platee di determinati gruppi per artisti che piacciono a me, ma chiaramente è una roba super cinica e soggettiva. Dovendo spendere un giudizio a favore, dai non male, ci stanno un sacco di artisti bravi, quindi bene.

Cosa si potrebbe fare per migliorare il riscontro, o comunque per aiutare gli artisti indipendenti ad emergere maggiormente rispetto a quelli mainstream?

Ascoltare più dischi rispetto a che chiacchierarli e basta, come è accaduto adesso col disco bellissimo di Iosonouncane. Non vorrei fare la parte dello stronzo, ma sono sicuro che è un disco molto più chiacchierato che ascoltato e invece è un disco molto, molto bello. Questo succede anche ai dischi meno estremi, che magari non sono di moda e invece meriterebbero assolutamente un approfondimento.  Purtroppo è un periodo storico in cui la gente è talmente stanca per altri motivi (la vita è difficile, il lavoro, la crisi, ecc.) quindi preferisce ascoltare artisti che dicono cose molto banali che già sai.

Qual è lo stato d’animo con cui hai scritto il disco?

Vario, perché è un disco molto vario. Sono 14 canzoni quasi una diversa dall’altra. Durante un anno e mezzo di scrittura non ci si sente ovviamente sempre uguali. Sicuramente c’è un buon 70% di incazzatura e di rabbia generale, che nel precedente era rimpiazzata da una ricerca di tranquillità, che invece qui non c’è. C’è una voglia di rivalsa e anche di spaccare, ma non nel senso romano del termine, ma fisico, secondo me abbastanza tangibile.

Quali sono i progetti per l’autunno del ragazzo per agosto?

Diventare il ragazzo per l’autunno, quindi leccarsi le ferite dopo l’estate e partire in realtà con una formazione e un nuovo set di arrangiamenti. Abbiamo ripensato tutto il nostro spettacolo in una dimensione più psichedelica. Quindi sarà tutto elettrico, lascerò definitivamente a casa la chitarra acustica e mi sono rimesso al mio strumento del cuore, che è il basso elettrico, strumento che ho studiato per più tempo e quindi in realtà, sia che ci sia un basso solo, o in alcune occasioni due bassi elettrici, cercheremo di proporre una roba leggermente più sperimentale, ma comunque sempre pop, perché il pop è love!