R.E.M. “Collaspe into Now”, domani il nuovo album

Uscirà domani “Collaspe into Now” il nuovo disco dei R.E.M. L’attesa ovviamente cresce di ora in ora anche se, i più abili navigatori delle rete hanno già avuto occasione di ascoltare la maggior parte delle canzoni. Questo perchè Mike Stipe e soci dal passato mese di dicembre non hanno fatto altro che disseminare in rete teaser, indizi, e pezzi di canzoni. La band ha scelto questa lunga caccia al tesoro, come strategia promozionale. L’ultima fra queste briciole di pane è l’intervista rilasciata da Bertis Downs. Il manager del gruppo, con il quale lavora da quasi trent’anni, ha presentato in rete “Collaspe into Now”, commentandone con il sito Rockol.it anche la strategia di promozione. “Sapevamo di voler far ascoltare la musica alla gente. Sapevamo che ci sarebbe stato molto tempo tra la fine del lavoro sul disco e la sua uscita: abbiamo terminato il lavoro in studio a fine settembre. Si spera sempre che il disco non finisca in rete in anticipo, ma potrebbe succedere in ogni momento. Così abbiamo pensato che potevamo regalare una canzone ai fan a Natale e abbiamo scelto ‘Discoverer’. iTunes, poi ci ha chiesto quella che loro chiamano “Instant gratification”, ovvero una canzone da regalare subito al preordine dell’album. Così abbiamo scelto “It happened today”: una bella canzone, allegra, che sapevamo non sarebbe diventata comunque un singolo. Poi è successo che la casa discografica ha scelto diversi singoli per i vari territori: una più rock per l’America, “Mine smell like honey”; “Uberlin” per l’Europa e “Oh my heart” per la Germania.  Di solito partiamo con un singolo solo, questa volta ne abbiamo avuti tre”, spiega Bertis.
“Una volta che le canzoni sono fuori, la gente la ascolta. Ma va bene così, perché pensiamo che questo sia un disco molto forte, e c’è ancora molta roba da ascoltare oltre a quelle canzoni”, ci risponde Bertis. Downs difende la scelta, anche di fronte a chi pensa che ci sia qualcosa di sbagliato nel “regalare la musica”:  “C’è un mio amico che sostiene il fatto che pagare la musica sia sempre più una scelta volontaria. Una volta, comprare la musica era l’unico modo per ascoltarla. Oggi tra streaming, abbonamenti, negozi, on demand, la musica è là fuori. Ma ci sono ancora diverse ragioni per voler possedere l’oggetto fisico: per questo disco c’è un packaging molto curato, pensato da Michael Stipe con foto di Anton Corbjin. E poi, ironicamente, l’unica edizione deluxe e limitata è quella digitale di iTunes, con altre foto e le note del produttore Jacknife Lee. E non è un formato fisico: qualche anno fa sarebbe stato impossibile pensare ad una cosa del genere, ma oggi ha senso… Quasi la metà dei dischi venduti su iTunes sono “special packages” come questo”.