Perturbazione: Dopo Musica X

Perturbazione

Dopo l’uscita di “Musica X” incontriamo i 2/3 dei Perturbazione per una rilassata e rilassante intervista. Rossano, Cristiano, Tommaso e Gigi in attesa dello show case al Rock ‘n Roll di Milano.

Questo disco rappresenta indubbiamente un cambiamento per voi. Da dove arriva la voglia di cambiare dei Perturbazione?

Cristiano: “Dopo l’uscita dal gruppo del bassista storico e la delusione con le Major ci siamo stancati dell’idea classica di disco. Allora è arrivato “Del nostro tempo rubato”. Un vero “momento di vomito”. Dopo quello abbiamo deciso di cambiare di nuovo perché volevamo un nuovo pubblico, una nuova sfida. Musica X non cerca di sviare l’argomento pop. Non volevamo interpretare il pop. Volevamo provare a farlo in modo canonico. Non volevamo metterci le All Stars con l’abito. Questa volta volevamo la scarpa giusta. E questa era un’esigenza di tutti.”

Perché il vostro disco pur essendo molto breve è estremamente complesso? E perché appunto la scelta di farlo così sintetico?

Rossano: “La forza di questo lavoro è comprensibile del tutto se si ha una forte conoscenza di come si fa la musica, di come la si compone, di come si lavora in studio. Molti giudicano con la pancia. Questo è bello e io lo apprezzo ma non tutto è sempre analizzabile solo con la pancia. Complesso significa che abbiamo cercato di fare di Musica X la più totale e profonda sintesi fra la ricchezza degli elementi e la possibilità di offrire un lavoro immediato e commestibile. Con questo disco abbiamo imparato a suonare in un’altra maniera. In Italia se fai sempre la stessa cosa vieni definito per il tuo stile e continuando a farlo appari coerente. Io credo che sia una bugia. Io credo che chi fa sempre la stessa cosa non voglia mettersi alla prova. E allora, per non rischiare, si ripete. Noi abbiamo deciso che alla fine potrebbe trattarsi di un fallimento ma noi almeno abbiamo rischiato.

Gigi: “L’unica cosa per la quale ci siamo messi a tavolino per questo disco, oltre ai testi, era fare un disco breve, immediato, cercando di esplorare al meglio la forma canzone. Però per stravolgere una forma la devi conoscere, devi capirne le regole. Ti faccio un esempio. In studio da me e Cristiano arrivano tanti gruppi e io molto spesso dico ai gruppi <Tutti cazzo di voi gruppi! Arrivate come i Beatles al ritorno dall’India> (Tommaso: questo lo dice anche a noi…) Cioè. Tutti quelli che fanno musica indie arrivano così ma gli mancano i quattro/cinque dischi precedenti, che è un po’ come quelli che si mettono a fare cubismo senza saper disegnare una figura. Una forma per poterla esplodere la devi conoscere. Se tu la esplodi soltanto, non la esplori mai. Questo non significa fare accademie o simili. Però tipo ora sto ascoltando Bach (Tommaso: è mio amico su Facebook!) che in due minuti riesce a condensare uno scibile pazzesco. Lui domina la forma. Poi può romperla ma la forma va’ conosciuta almeno per umiltà di approccio con quello che tratti. Invece qui siamo tutti creativi. E a forza di essere creativi, in giro non c’è niente.”

Perché nel titolo del disco dei Perturbazione c’è una X?

Cristiano: “Il disco doveva parlare quasi solo di sesso. Volevamo intitolarlo con il VI romano che si legge sex. E poi è rimasta la X. X come le canzoni del disco. X come un’incognita. X come gli anni che stiamo vivendo. Volgarmente per il fattore X. X nel calcio è il pareggio, qui diventa il pareggio che c’è in campo tra quello che vorresti essere e quello che in realtà sei.”

Un pezzo inedito doveva intitolarsi “Pornocrazia”. Perché il tema centrale del disco è il sesso?

Gigi: “C’è un ipocrisia di fondo sul sesso. Certo con la rivoluzione sessuale il sesso è stato sdoganato ma rimane un argomento molto ricercato in maniera privata e molto castigato da un punto di vista pubblico. Questo è interessante. In fondo le pulsioni sessuali accomunano tutte gli esseri umani. Però è un argomento di cui si parla poco e male. Mi sto spiegando malissimo e tra poco arriverò. (Tommaso: Io ti guardo…ti sei ficcato in un casino…) No, no. Ma ce la faccio. Allora. Cioè. Cioè c’è un livello superiorissimo. Cioè. Cioè. Gli antichi romani avevano i riti sessuali e il sesso era incluso nella società stessa. Oggi invece il singolo agisce schizofrenicamente. Da una parte ha un grande bagaglio di pulsioni e dall’altro deve confrontarsi con la società. Noi volevamo raccontare l’uomo in balìa di tutto questo. Puoi scrivere solo l’ultima?”

Tommaso: “Hai visto che ce l’hai fatta? Il senso è il regno delle contraddizioni. La vita è fatta di contraddizioni e nel sesso ce ne sono moltissime. Più la società racconta la verità su se stessa, senza proiezioni, più ammette quello che le piace veramente e più torna ad essere qualcosa di naturale e meno è artificiale. Noi cerchiamo di raccontare questa cosa nei diversi rapporti che viviamo.”

Rossano: “Perché il sesso è una formidabile forma di comunicazione tra le persone. E noi volevamo essere sinceri. Cosa c’è dietro al sesso? Quali sono i nostri pensieri, perversioni, paure? Come la possiamo raccontare? Queste le domande. Il disco la nostra risposta.”

perturbazione-musica-streaming-musica-xIl pezzo che più mi ha colpito finora è “La vita davanti”. Pezzo strano perché sembra raccontare uno stato e un’emozione da ventenni più che da persone con alle spalle quasi vent’anni di carriera. È una sensazione giusta?

Tommaso: “Fare il nostro mestiere è avere a che fare con una perenne adolescenza, non tanto perché parli e cerchi di rinnovarti per queste leggi tristi del mercato, ma dal punto di vista della tua condizione di totale precarietà, una precarietà che vivi sulla pelle tutti i giorni. Hai vent’anni tutti i giorni. Ci sono nelle quali non hai i soldi per comprarti le corde della chitarra.”

Gigi: “Perfetto è questo. È uscito il disco in edicola con XL di Repubblica e io non c’avevo i soldi per comprarlo, per cui!”

Nel disco collaborazioni interessanti con Luca Carboni, I cani, Erica Mou, Vittorio Cosma. Oggi in molti dischi compaiono numerose collaborazioni, perché?

Gigi: “Perché ti metti in gioco. Incontri delle persone e questi incontri ti fanno riflettere anche su di te. È bello misurarsi con gli altri. Se non lo fai implodi su te stesso e fai sempre le solite cose.”

Tommaso: “Ci piace mettere insieme cose diverse. Anche il nostro gruppo è stato un incontro di storie diverse. La cosa da tenere presente è che le collaborazioni devono nascere da un motivo di contenuto. Sono i progetti che devono scegliere le persone e non il contrario. Poi possono uscire cose oscene o miracoli. L’importante è tentare.”

Li lascio cenare e godersi la loro serata. I perturbazione sono puri, hanno occhi belli e sanno raccontare. Per cui, sedetevi e ascoltate.