Nadàr Solo: intervista e crono-storia del nuovo album

nadàr soloIntervista ai Nadàr Solo presso il Massive Arts Studio, 5 luglio 2014

di Eleonora Montesanti

 

La scorsa settimana abbiamo avuto l’onore di passare una giornata al Massive Arts Studio di Milano con i Nadàr Solo, band torinese alle prese con la registrazione degli undici pezzi che comporranno il loro prossimo disco, in uscita a fine 2014.

Un album eroico, registrato in sette giorni, come fu per Nevermind dei Nirvana, come fu per il mondo intero. L’atmosfera in sala è rilassata e positiva, nell’aria si respirano entusiasmo e passione, ognuno per il proprio lavoro.

Durante una pausa siamo riusciti a fare una bella chiacchierata con Federico, Alessio e Matteo.

 

In che momento è nata l’esigenza di imbarcarsi nell’avventura di un nuovo disco?

Federico: Questa è facile. Sta procedendo tutto in maniera abbastanza consequenziale dal disco scorso, cioè rispetto ad altri momenti del progetto Nadàr Solo in cui magari ci sono state pause, riprese, eccetera, è nato tutto spontaneamente. Dal secondo semestre di vita di Diversamente, come? abbiamo iniziato a prendere un po’ il giro sia dal punto di vista dei live sia dal punto di vista della scrittura dei brani. Era un obiettivo che ci eravamo già praticamente prefissati alla sua uscita, ossia di riuscire ad uscire con nuovo lavoro entro un anno e mezzo o due al massimo. Tempistiche in cui siamo stati alla grande, in un modo davvero naturale.

Com’è tornare in sala per il vostro terzo album “e mezzo” (visto che il primo, Nadàr Solo, lo avete definito voi stessi “un tentativo di fare un disco, più che un disco vero”)?

Matteo: Il nostro primo album l’abbiamo registrato in un periodo embrionale della band, non avevamo nessuna esperienza di studio e si trattò di un’uscita particolare. Noi lo autoproducemmo senza nessuna idea di quel che ne avremmo fatto e a livello ufficiale uscì soltanto in digitale con ben poca promozione. Eravamo sprovveduti sotto ogni aspetto e per l’ingenuità dell’approccio possiamo considerarlo oggi più come una sorta di demo “fortunata”. Il lavoro di studio abbiamo imparato a farlo in seguito.

Alessio: Tornando al presente, anche da quel punto di vista questa volta è stata più facile delle altre perché abbiamo lavorato tanto in pre-produzione, sia qui al Massive, sia soprattutto in studio da noi. Ai tempi di Diversamente, come? avevamo sì una sala prove dove lavoravamo in tranquillità, però non avevamo la possibilità di registrare né di lavorare con precisione. Ora da circa un anno e mezzo abbiamo uno studio tutto nostro dove appunto gestiamo tutta la fase di pre-produzione e dove abbiamo registrato anche delle cose che sono uscite quest’anno (Sveglia all’alba, uscita nella seconda compilation di Viscere e Stop Records, 2014 e Downer, presente nel tributo ai Nirvana When I was an alien, Inconsapevole Records, 2014, n.d.r.) e quindi automaticamente venire in studio è stato molto più semplice perché avevamo già le idee abbastanza chiare sui brani, li avevamo già registrati per i fatti nostri.

Ciò ha reso possibile fin dall’inizio avere tra le mani pezzi registrati bene, con tutte le tracce separate, e dunque poter capire, scegliere, selezionare, tagliare… In poche parole il lavoro che uno potrebbe fare in studio lo abbiamo svolto in anticipo, di modo che qui fosse più rapido. Possiamo riassumere tutti questi concetti in una sola frase, in realtà: abbiamo le idee molto più chiare, semplicemente.

Qual è il vostro momento preferito nel percorso tra il nulla e una canzone fatta e finita?

 Federico: Per quel che mi riguarda è un percorso ad ostacoli, ma è tutto bello. E’ bello quando una melodia ti viene alle dita la prima volta, è bello quando ti scorni con gli altri due – porti io l’idea di un brano o la porti Matteo – per dargli un vestito, una forma, ed è anche molto bello quando poi la senti crescere nella sua versione finale, fino ad ascoltarla su disco. Sono tutti momenti significativi, che a me piacciono molto.

Nascono prima i testi, i contenuti, o le melodie?

Federico: Dipende. Anche riguardo a questo punto per quest’album stiamo agendo in modo differente. In passato Matteo lavorava sui suoi pezzi, mentre io lavoravo sui miei, sia per quanto riguarda gli arrangiamenti, sia per quanto riguarda il testo e il contenuto. Giungevamo dunque come canzoni già più o meno definite. Adesso, al contrario, io mi sono occupato principalmente delle sonorità di tutti i brani, mentre Matteo ha lavorato duro sui testi.

Alessio: Sempre a differenza di Diversamente, come? c’è stata proprio una coesione differente anche tra di noi, nel senso che abbiamo tirato giù i pezzi nel classico mese e mezzo e ci siamo trovati assolutamente d’accordo su tutta la linea. Siamo stati molto veloci. Non abbiamo avuto difficoltà su nessun brano, mentre l’ultima volta che ci siamo trovati in questa fase alcune cose non sapevamo da che parte prenderle per dar loro una forma. Poi aggiungerei il fatto che normalmente eravamo abituati ad avere dei provini già fatti in casa magari da Federico per quanto riguarda le sue canzoni o Matteo per quanto riguarda le sue, invece sta volta abbiamo arrangiato quasi un 70% in studio. C’è stata la scelta di arrivare proprio con la roba più grezza, molto semplice, per lavorare più in sala e più insieme.

Sarà un concept album? Se sì, in che modo?

Matteo: All’inizio abbiamo pensato di lavorare su un concept, perché molti brani ruotavano intorno a un concetto comune. Poi sono venute altre canzoni, canzoni migliori, su temi differenti e allora ci siamo detti che non c’era nessuna ragione per costringerci in paletti prestabiliti. Abbiamo scelto semplicemente le canzoni che ci emozionavano di più.

Quanto hanno pesato su questo disco la vita in tour e le collaborazioni con gli artisti in cui nel corso di questi anni avete fatto da band (Daniele Celona, Levante)?

Alessio: Questa è una domanda complessa. E’ una domanda complessa perché quello che abbiamo fatto con Claudia (Levante) e Daniele è nato innanzitutto dal profondo legame affettivo che ci lega a loro. Se ce lo avessero proposto senza conoscerci chissà, magari le cose sarebbero andate diversamente. Quel che facciamo sul palco con loro è molto stimolante perché comunque siamo soliti mantenere la nostra personalità artistica; il nostro ruolo è differente da quello di turnisti perché creiamo musica per come siamo noi, senza alcun tipo di limite. Il disco di Levante, infatti, suona molto più pop, molto meno rock rispetto ai live. C’è da dire anche che lei ci stima molto a livello musicale e conosciamo a vicenda il nostro valore, ai suoi concerti infatti porta anche alcuni dei nostri pezzi (sia dei Nadàr Solo, sia di Daniele Celona, sia di Bianco).

Succede però che certe volte è difficile riuscire ad incastrare tutti questi progetti. Da settembre infatti avverrà qualche cambiamento, perché in questo momento è giusto che sia così. L’importante, in generale, è che ognuno abbia ben chiare le proprie priorità, i propri progetti e soprattutto la propria personalità. Ma, nei limiti del possibile, siamo felici di fare parte di questa sorta di famiglia allargata.

In Diversamente, come? è presente una canzone, Il vento, in cui avete duettato con Il teatro degli orrori. Ci saranno ospiti importanti anche in questo disco?

Federico: Ci saranno degli ospiti, sì. Ci sarà ad esempio Mattia Boschi dei Marta sui Tubi che ci ha regalato dei violoncelli pazzeschi. Gli altri, invece, sono una sorpresa. Però questa volta non ci saranno featuring veri e propri come è stato appunto Il vento con Il Teatro degli Orrori, è stata una nostra scelta. Si tratta di alcuni amici che abbiamo conosciuto sopra e sotto i palchi, con cui si è creata una grande stima reciproca, e che daranno dei piccoli contributi alla creazione dell’album.

Avete voglia di darci qualche altra anticipazione?

Federico: Direi che abbiamo detto praticamente tutto. Solo una cosa mi sento di aggiungere, ossia che con questo disco vogliamo lasciare il segno. Vogliamo che sia una conferma forte. Mentre Diversamente, come? è stato un disco di passaggio, nel senso che è servito per farci conoscere sia al pubblico sia a livello mediatico e per fare tanti concerti, con questo album vogliamo arrivare a una svolta, alla definizione pura e dura della nostra personalità, insomma, vogliamo fare il botto.

Cronostoria della creazione del nuovo album dei Nadàr Solo:

Prima di concentrarsi totalmente su questo nuovo progetto, però, i Nadàr Solo faranno ancora alcuni concerti nel corso dell’estate.

Ecco le date:

19 luglio – Chiaverano (TO) – A night like this Festival

22 luglio – Città alta, Bergamo – Bergamo Altra Estate

26 luglio –  Torino – Traffic Festival

2 agosto – Cervinara (AV) – Non solo rock Festival

6 agosto – Gioiosa Jonica (RC) – Blue Dahlia

23 agosto – Castiglioncello (LI) – Rock in onda Festival