L’intervista a Vincenzo Costantino Cinaski: Smoke (parole senza filtro)

Il 10 novembre 2012 esce il suo primo disco di music poetry, “Smoke (parole senza filtro)”. Un disco di parole vestite. Diciotto brani tratti per la maggior parte del suo libro “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare” (fanno eccezione le rivisitazioni di “Where have all the flowers gone?” di Pete Seeger, “Bird on a wire” di Leonard Cohen e “Il poeta” di Bruno Lauzi) musicate da Francesco Arcuri, Simone Cristicchi, Raffaele Kohler, Folco Orselli, Vinicio Capossela, Stefano “Edda” Rampoldi, Alessandro Stefana, Michele Di Toro. Un disco bellissimo. Incontro Cinaski nel suo ufficio, il “Bar Italia” di Piazzale Lodi a Milano. Perché un disco? (Con un sorriso) Il disco nasce come provocazione a seguito delle numerose invasioni di campo nella scrittura ad opera di personaggi del mondo della musica come Giuliano Sangiorgi o Pupo (il nome Pupo rattrista non poco il volto del mio interlocutore) ed è quindi molto semplicemente una reazione, una reazione che ha sorpreso profondamente Cinaski, coinvolgendolo, emozionandolo, divertendolo a tal punto da trasformarsi alla fine in un’invasione pacifica, “come nel terzo tempo del rugby”, dice lui. Come sono stati scelti i musicisti? “La scelta dei collaboratori è stata guidata dall’affetto, dall’amicizia”, Costantino voleva che il disco nascesse in un ambiente familiare, che si sentisse a suo agio, “il piccolino” (come è solito lui chiamare i suoi lavori). È un disco pieno di “affetti speciali”. Perché vestire di musica le parole? Accostare la musica alle parole è la novità più vecchia del mondo, rimanda ai trovatori e ancora più indietro. Costantino ha sempre usato la musica, soprattutto in questi anni in cui ha girato l’Italia con i suoi Recital. “La musica è sempre stata presente. La musica è sempre presente. La vita ne è piena e in fondo musica e parole sono sempre complementari, sono come due sorelle che hanno una madre diversa”Se il disco fosse un film? (Senza indugi) “La rimpatriata” di Damiano Damiani. Se il disco fosse un momento della storia? (Con qualche indugio) La fine dell’Ottocento a Parigi ai giorni del circolo letterario de “Les Hydropathes”, che si riuniva allo “Chat noir” di Rodolphe Salis, e fu precursore del successivo movimento simbolista Questo disco potrebbe rappresentare una nuova soluzione per proporre la poesia, date le sue difficoltà di raggiungere i “lettori”? Le difficoltà della poesia sono dovute soprattutto alla chiusura mentale delle case editrici e, in generale, di tutta la società. Questo specie in Italia dove si è ancorati ai soli poeti che si studiano a scuola. Mentre l’estero ha offerto nuovi nomi e volti e c’è maggiore sensibilità verso questa arte (si pensi ad autori come Fante, Carnevali o Bukowski). La poesia è la forma migliore che abbiamo per raccontare ma bisogna renderla potabile, accessibile, toccante e usarla così, vestita con la musica, è una soluzione antichissima e stupenda. Cinaski chiede a otto musicisti di straordinaria bravura un gesto d’amore verso le parole, un gesto d’amore verso le cose piccole che nascondono la vera umanità, quindi la vera poesia. Con l’aiuto in fase di produzione artistica dell’eccellente Francesco Arcuri le parole si vestono di rumori, di suoni, di respiri, di personalità differenti tutte alla fine capaci, con una sensibilità straziante, di rendere le parole urbane del poeta Cinaski ancora più vere e toccanti. Si piange. Si piange di bellezza, di malinconia, di pienezza. Un disco attuale ma non immaturo, un disco che sembra aver fatto già tanta strada, un disco adulto, saggio ma non per questo cinico, né altezzoso. Un disco che racconta Milano, che racconta l’amore, la mancanza, che racconta la vita, sia essa di giorno tra l’odore dei cavolfiori e la tristezza della quotidianità, di notte con la luna da baciare nelle pozzanghere e il ricordo delle cose che non ci sono più, che racconta la vita per quello che ti dà e la vita per quello che ti toglie. Essenziali ma strepitose tutte le vestizioni, da non perdere, di certo, quelle di Cristicchi, Orselli, Edda e Capossela. Un viaggio da fare probabilmente soli, quando è il momento, quando se ne ha il coraggio, un viaggio in cui per un attimo occorre perdersi e vagare nudi dentro se stessi.

È possibile acquistare il disco in tutte le FNAC e Feltrinelli di Milano (e delle altre grandi città). Online su Amazon e Ibs o sul sito www.vincenzocostantino.it.