LaMusicaRock.com intervista Erlend Øye

erlend oyeBergen, Berlino, Siracusa…le tre tappe che si sono susseguite nella vita di Erlend Øye. Incontriamo  l’altra metà del duo indie-pop Kings Of Convenience in occasione del Parklive al Milano Film Festival, intervistato da Elena aka Rosapurpurea.

Erlend Øye ci porta a spasso per Parco Sempione, e ci racconta la sua “Prima Estate”, come mai ora vive a Siracusa, cosa conosce della musica italiana, il tutto suonandoci “E la chiamano Estate” in acustico con la sua chitarra, riprendendo magicamente nel verde di Milano il grande successo di Bruno Martino.

La musica italiana degli anni ’60, ’70 è stata la grande scoperta che ha fatto Erlend vivendo in Italia; ci racconta con stupore quanto di meravigliosa ci sia nella storia musicale italiana, e lo stupore ce lo spiega poichè dice “la prima cosa che senti è la merda degli anni ’90… tipo Eros Ramazzotti, musica orrenda, avevo idea che la musica pop italiana fosse una delle peggiori, e poi quando mi sono trasferito qui mi sono reso conto che la musica degli anni 60, 70 fosse la migliore.. c’erano così tante influenze!”

Si racconta tantissimo Erlend dal retro dei suoi occhiali eccentrici, e quello stile retrò che tanto lo contraddistingue… eppure abbiamo scoperto che è un grande chiaccherone, tanto da aver già imparato la nostra lingua e regalarci anche un saluto speciale!

Vi ricordiamo che Øye ha già lanciato il suo primo singolo da solista, scritto interamente in italiano. Il brano in questione si intitola “La Prima Estate”, ed è stata composta in occasione della laurea di una amica siciliana dell’artista, registrata a Berlino con un insieme di musicisti che laBubbles Record (casa di produzione che Øye dirige insieme a Marcin Öz, bassista dei Whitest Boy Alive) ha definito come “La Comitiva”: partecipano infatti agli arrangiamenti il resto dei Whitest Boy Alive, insieme a musicisti da tutto il mondo con cui l’artista tutt’ora collabora. Potete leggere altre news su Erlend qui.

Il singolo italiano è accompagnato da un video (di cui Øye e Öz sono anche registi) interamente girato in Sicilia, a mostrare gli aspetti più belli della città che l’artista ha deciso di trasformare nella sua base operativa, e da cui è possibile comprendere perché un musicista norvegese che ha girato il mondo possa decidere ad un certo punto della sua vita di trasferirsi in una piccola, pittoresca, città siciliana.

A voi qualche foto dal suo live a Milano PARKLIVE:

[shashin type=”albumphotos” id=”194″ size=”small” crop=”n” columns=”max” caption=”n” order=”date” position=”center”]