Jesse Malin presenta: “New York Before The War” – intervista

“New York Before The War” è il titolo del nuovo album di Jesse Malin.

Uscirà il prossimo 31 marzo, il  settimo album di Jesse Malin: “New York Before The War”. Tredici tracce inedite, sonorità innovative e un filo conduttore legato alle battaglie quotidiane tipiche dei tempi che stiamo vivendo. Questo in estrema sintesi l’ultimo lavoro di Jesse Malin, con il quale abbiamo avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere proprio in merito all’uscita di “New York Before The War”.

 

Jesse Malin ALbumD: Il 31 marzo uscirà “New York Before The War”, parlaci  un po’ di come è nato, quali sono le novità rispetto al tuo ultimo lavoro, insomma presentacelo?

D: New York Before The War will be release on 31 march, would you like introduce us your new album?

R: Yes, I will interoduce you to this new album. I’m very proud of it. It took a while, it went through a lot of changes. I think it represents the best of what I’ve done this last few years. It was made for boys and girls all over the world – from “Addicted” to “Bar Life.”

R: Sì, vi presento il mio nuovo album, e posso dire di esserne veramente orgoglioso. Penso rappresenti il meglio di quanto ho fatto in questi ultimi anni. L’ho fatto pensando a tutti i ragazzi e le ragazze del mondo: da “Addicted” a “Bar Life”.

D:Il titolo parla si riferisce a New York prima della guerra, per te c’è una guerra in corso? Di quale guerra si tratta? Come arrivare alla pace?

D: The title speaks refers to New York before the war , for you there is a war going on ? What kind of war, and how to get peace?

R: It’s not one particular war. The title is a metaphor for  survival and holding onto the things we value – out dreams, our culture, our art. These are very disposable times where people happily give up their freedoms disguised as technology. The planet is being overloaded and so is my voicemail.

R: Non c’è una guerra in particolare, il titolo è una metafora del sopravvivere quotidianamente e tenere duro per le cose che per noi sono importanti, come i nostri sogni, la nostra cultura e la nostra arte. Viviamo in un periodo in cui le persone sono disposte a rinunciare a parte della loro libertà, in nome della tecnologia. Il mondo è sovraccarico, come la mia segreteria.

D:Il rapporto con la città di New York, come si riflette nel sound?

 D:The strong relationship whit the city of New Yors, as si reflected in the sound? In wich way?

R: From Travis Bickel to Murray’s Pickles. There’s a lot of cultures here, a lot of energy. You walk outside the door and stories unfold with everyday interactions. It’s a tough, high energy, loud city and its quiet moments are few but always spcial.

R: Da Travis Bicker fino a Murray’s Pickles. C’è molta energia, tantissima cultura qua. Solo camminando per strada ci si imbatte in storie e interazione. C’è tanta energia ed i momenti di tranquillità sono pochi, ma sono speciali.

D: Abbiamo già ascoltato il singolo “Addicted”, quali sono gli altri brani che meglio rappresentano il significato dell’album?

D: We already listen the first single “Addicted”, in your opinion what are the other songs that best represent the meaning of the album ?

R: I like this question. “Death Star” would definitely fit with NYBTW. “The Dreamers” and the pre-chorus in “Oh Sheena,” about the “sad and beautiful world” being “a place in time.” Also, I would say “Turn Up The Mains” as we overload all the units.

R: Mi piace questa domanda. “Death Star” è sicuramente legato a NYBTW. Come “The Dreamers” e il coro all’inizio di “Oh Sheena,” come “sad and beautiful world” diventa “a place in time.”

D: Wayne Kramer e l’ex-REM Peter Buck sono ospti dell’album, c’è qualcuno con cui vorresti collaborare o suonare dal vivo?

D: Wayne Kramer e l’ex-REM Peter Buck are special guest of the album, is there anyone you would work or play live ?

R: I love playing with my band – these guys are really the best. I couldn’t have done it without them. Other dream players, just for fun, would be Chuck Biscuits, Neil Young, James Williamson, and Jim Keltner….any possibly Taylor Swift.

R: Adoro suonare con la mia band, sono i migliori. Non potrei farlo con nessun altro. Se parliamo di sogni, giusto per divertirsi, direi che mi piacerebbe suonare con Chuck Biscuits, Neil Young, James Williamson, e Jim Keltner….e se possibile con Taylor Swift.

D: Ci sarà un tour? Passerà dall’Italia? Quando potremo ascoltarti dal vivo?

D: Is there a support tour? You will be in Italy? When we listen to you live?

R:I always love coming to Italy. Save a seat for me at the Autogrill. If not, I hope to see you all soon in the front lines of a show in that wonderful country.

R: Adoro venire in Italia. Tenetemi un posto a sedere all’Autogrill. Altrimenti spero di vedervi nelle prime file dello show in questo magnifico Paese.

Intervista a cura di Matteo Defendi