Iosonouncane: “Melodie e parole sono inscindibili” – l’intervista

iosonouncane 2Capita anche in Italia che qualcuno decida di andare fuori dagli schemi e di realizzare un progetto diverso e innovativo, capace di fondere strumenti e generi diversi, stravolgendo ogni regola e catturando gli apprezzamenti di critica, pubblico e musicisti. Sto parlando di “DIE”, ultimo lavoro di Iosonouncane.

Iosonouncane è l’ artista che ha incontrato di recente la nostra Egle Taccia. Nella intervista che segue raccoglie e racconta le sfumatura del mondo che si nasconde dietro la sua straordinaria musica.

Intervista di Egle Taccia

Die è un album molto complesso, eppure acclamato unanimemente da pubblico e critica. Questo dimostra che anche qui in Italia si possa fare ricerca musicale e che anche i progetti più articolati possano avere spazio e ascoltatori attenti. Ti aspettavi che venisse accolto così bene?

In un qualche modo mi aspettavo venisse riconosciuto il valore del lungo e ambizioso lavoro. Ma non sapevo cosa aspettarmi per quanto riguarda la risposta emotiva di pubblico e addetti ai lavori.

Dentro c’è tutto: elettronica, cantautorato, sperimentazioni, anni ‘60. È come se avessi catturato mezzo secolo di storia della musica e l’avessi condensato in un unico progetto. Cosa ti ha ispirato, quali sono i punti di riferimento da cui sei partito per “costruire” la tua musica?

Direi tutti gli ascolti che negli ultimi 20 anni hanno formato la tavolozza dalla quale poi vado ad attingere. Ho ascoltato e ascolto di tutto, senza limitazioni di genere o ideologiche. Nel momento in cui scrivo mi rivolgo istintivamente a questa tavolozza e dentro ci trovo un po’ di tutto. Tutto qua.

Parliamo di testi e melodie. Spesso sembrano contrapporsi, sembrano avere una vita propria, per poi fondersi in momenti in cui la voce si fa strumento; è come se fossero nati in momenti differenti. È così?

In realtà no. Con le melodie sono arrivate alcune parole ricorrenti e su queste parole ricorrenti ho lavorato a lungo fino ad arrivare alla forma definitiva dei testi. Melodie e parole, in DIE, sono nate insieme e sono inscindibili.

Nella scrittura, dai più peso al testo o alla ricerca dei suoni?

Direi lo stesso identico peso.

Il mare divide una donna da un uomo. La paura, la vita e la morte, il rischio di perdersi per sempre, sono gli ingredienti di questo racconto. L’amore che ruolo ha nella storia?

Ti rispondo prendendo in prestito alcune parole di Maria Lai, un’artista sarda: è ansia di infinito.

La società di oggi è molto superficiale, le chiacchiere da bar si sono spostate sui social, si giudica tutto molto velocemente, la massa guida la massa, non si sa bene dove si stia andando. Gran parte della musica sta seguendo questo filone. I tuoi personaggi invece scandagliano l’animo umano in ogni suo aspetto e ad ogni ascolto del disco si riescono a trovare nuove sfumature. Vuoi dire a chi ti ascolta di fermarsi e guardare oltre, osservare, scavare, scoprire? È questa la tua rivoluzione?

Lo dico a me stesso. Se poi chi ascolta ne trae una qualche conclusione ben venga. Ma è una cosa che non ricerco e che non posso o voglio controllare.

Che tipo di approccio hai nei confronti della scrittura. Sei istintivo o riflessivo quando lavori ai tuoi brani?

C’è una fase istintiva ed è quella della prima scrittura, delle suggestioni immediate. In questa fase le melodie venute fuori d’improvviso, alcune parole o un’intuizione sonora, danno il via al processo di messa in opera. Ma il processo per potersi concretizzare necessita di riflessione, di lavoro artigianale, di tempo. Posso quindi dirti che sono entrambe le cose ma in momenti diversi.

Pensi mai a come verranno accolte le tue idee, ogni volta che nasce un nuovo brano?

Si, inevitabilmente, ma non nella fase della prima scrittura, quando  cioè emerge un nuovo brano o una nuova idea. Ci penso successivamente, quando inizio ad avere una visione completa e globale del lavoro che sto portando avanti. Ma questo non influenza in alcun modo le scelte di arrangiamento o scrittura.

Stai già pensando al futuro? Che progetti hai in mente?

Ho un po’ di cose in mente e circa sessanta brani da parte. Ma è ancora presto per parlarne. Dovranno passare degli anni.