Intervista a Marco Levi: Non mi Diverto

L’altro giorno mi sono imbattuto in un video. “Non mi diverto”  (TheTune -distribuzione Self) è il titolo. E’ il nuovo singolo venuto fuori dalla penna di Marco Levi, il cantautore più eccentrico e sui generis di tutta la storia del cantautorato emergente. Non mi diverto, un inno alla semplicità. Dopo averlo ascoltato un pò di volte, ho pensato che mi piacerebbe parlare con questo Marco Levi, e chiedergli: come vede il mondo è la vita, come nascono le sue canzoni, sono inventate o meno, e come mai fa tormentoni e lo propone in inverno invece che in estate periodo più consono a questi, quante ragazze conquisterà con questo pezzo, ecc ecc. Non ci ho più pensato, fino a questa mattina dopo che Marco Levi mi è venuto in sogno e mi dice questo:

” ho letto nel tuo pensiero le domande che volevi pormi, devo dire che sono delle domande molto intelligenti, quindi non so se sono in grado di rispondere. Il cervello è torbido, è tutto impastato e quindi non so separare bene i sentimenti, farne l’autopsia. Però ci proverò. L’amore è certamente un elemento fondamentale, però l’amore da intendersi solo come amore non corrisposto, come esilio dall’Eden. Da qui le iperboli autoerotiche del grande eroe della prova costume: Johnny Boa e del campione del mondo che scivola sulla figa: Non mi diverto. Autobiografia, certo. Ma mescolata a una certa sublimazione romanzesca e narcisistica, cose realmente accadute insomma, ma solo nella mia fantasia. Non mi diverto, in particolare, è nata da questa vita un po’ da monaco che conduco, sempre a desiderare l’amore, mai a farlo; questo innamoramento del proprio desiderio, più forte di qualunque evento meneghino o aziendale, con fuori scritto: qui ti diverti, luoghi falsi e pieni di corruzione e solitudine, da cui mantenermi alla larga. Per quanto riguarda il tormentone, devi sapere che ogni mia canzone è un grosso successo: tutti evergreen intramontabili che travalicano con arroganza qualunque dettaglio stagionale per buttarsi a bomba dentro l’inconscio collettivo della comunità umana e dei falò sulla spiaggia.
Passiamo ora alla tua domanda sporcacciona: la figa. Domanda legittima, derivata dal fatto che il mio fascino effettivamente costituisce una minaccia per la verginità delle tue amiche. Ebbene sì, devo dirti che le pupe si innamorano di questo stallone mediorientale che io sono, ma no, non si innamorano tanto da darmela. Nonostante io garantisca che se me la danno poi gliela ridò. Ti ringrazio molto per l’nteressamento e spero che Non mi diverto ti entri nel cranio e ti dia il tormento.”

Ora non so come sia possibile. Ma di certo vi posso dire, che dopo aver ascoltato “Non mi diverto” fate attenzione a cosa pensate. Marco Levi legge i pensieri nelle vostre menti. Potrebbe venire ad invadere i vostri sogni il temibile Marco Levi. (Sanfabe)
Marco Levi – Non mi diverto