Recensione Domandata: Il Lato Ruvido dei Punkreas

punkreasLa recensione domandata di oggi vede come protagonisti i Punkreas, con cui Egle Taccia ha approfondito alcuni aspetti del loro ultimo album “Il Lato Ruvido”. Se siete curiosi di scoprire cosa si nasconda dietro alcuni testi di questo album o come siano nate le numerose collaborazioni che lo impreziosiscono, sicuramente è la rubrica che fa per voi!

 

di Egle Taccia

Ben tre etichette si sono unite per sostenervi nel vostro ultimo album. E’ il caso di dire che avete pensato ad un’uscita col botto! Perché avete deciso di intitolare l’album “Il Lato Ruvido”?

Perché , dopo vari esperimenti o meglio “sperimentazioni” che molto naturalmente nel nostro percorso musicale abbiamo voluto provare, ci siamo accorti che il lato che predomina nel nostro modo di fare musica sia proprio quello ruvido, ed essere affiancati da tre etichette indipendenti lo rende ancora più abrasivo.

Avete richiamato a voi un sacco di artisti per questo album. Presentateci i vostri ospiti!

Più che un richiamo è stata un’attrazione alla pari; con i Modena City Ramblers c’è un amicizia ventennale e una divisione di palchi impressionante, dai grandi live alle piccole raccolte fondi. Noi e loro, stessa faccia stessa razza, lo abbiamo voluto cantare a tutti in Modena -Milano. Stessa cosa con Lo Stato Sociale conosciuti tramite un amico, diversi modi di fare musica, ma con idee spesso collimanti. Nel brano “In Fuga” diciamo che li abbiamo fatti avvicinare un po’ di più al nostro genere. Il giovane rapper Shiva ci ha impressionato per la sua precocità nello scrivere testi che da pochi abbiamo sentito fare nel suo genere. Capitolo diverso per quanto riguarda Tito Faraci, sceneggiatore e scrittore che si è presentato come un grande fan e che ci ha espresso il grande desiderio di scrivere un testo per noi, cosa mai successa, e in Picchia più duro abbiamo realizzato il suo desiderio.

Il brano che apre il disco, “Salta”, sembra volerci raccontare un po’ della vostra vita sui palchi. Dopo tanti anni vi emozionate ancora durante i concerti? Come siete cambiati in tutto questo tempo?

Se venisse a mancare l’emozione sarebbe il segnale che è ora di attaccare le chitarre al chiodo, il tempo ci ha cambiato anagraficamente, ma siamo tonicissimi ehehehe!

“Fratello giù il coltello”! Chi è il nemico in “Mediterraneo coast to coast”?

Non è sicuramente quello che hai di fronte, ma quello che ti mette in mano il coltello, insomma chi mette contro i fratelli tra di loro e il povero contro il povero.

Da cosa siete “In Fuga”?

Da un sacco di cose….. ma poi noi ci ripensiamo e cerchiamo di trovare una via d’uscita almeno nel nostro settore. Cosa che si è rivelata sempre più difficile nella musica, figuriamoci su tutto il resto.

“Il lato ruvido” sembra rappresentare un vostro malessere nei confronti delle radio, che hanno dimenticato il rock. Perché è necessario cambiare musica?

Hai perfettamente colto il significato, io lo allargherei anche a tv e giornali. Con l’avvento dei vari talent show si sta sempre spostando l’interesse su un genere di musicale prettamente “petaloso” (maledetta crusca) sia chiaro niente di personale …ma quando ci vuole ci vuole!!!

E adesso la provocazione finale del nostro format. Se foste chiamati a recensire il vostro album, su cosa cerchereste di richiamare l’attenzione dei lettori?

La voglia che devono diffondere queste dodici canzoni è quella di far uscire il vero Lato Ruvido di ognuno in ogni  momento della sua giornata e quindi della sua vita.