Franco e La Repubblica dei Mostri – intervista

franco e la repubblica dei mostri Dopo aver ascoltato il loro album omonimo, sono rimasta affascinata dalla storia d’amore un po’ insolita che ci raccontano Franco e La Repubblica dei Mostri; ho quindi deciso di intervistarli per saperne di più!

A cura di Egle Taccia

Chi sono Franco e La Repubblica dei Mostri? Com’è nata la scelta di questo nome?

Siamo un collettivo di 5 musicisti che provengono da mondi musicali differenti ma con l’obiettivo unico di creare un progetto italiano al 100%, “Franco” è uno dei nomi più comuni in Italia , ci piace il suono e l’idea che possa quasi assumere un’identità reale, “La Repubblica dei Mostri” è stato aggiunto successivamente, quando ci siamo resi conto che le nostre canzoni parlavano tutte di “storie contraddittorie” ambientate in Italia.

 

Il vostro album omonimo, da poco uscito, sembra un concept che racconta una storia d’amore particolare. Ci parlate della protagonista femminile?

Si, il disco sembra quasi un concept album, la metafora di una storia d’amore controversa fra gli italiani e un’Italia sedotta, abbandonata e rimpianta.

 

C’è molta rabbia e disillusione, però il finale sembra lasciare intravedere una speranza. Qual è questa speranza per voi?

Gli stati d’animo che gravitano intorno a questo disco sono diversi e spesso opposti fra di loro, la rabbia si contrappone all’amore, la speranza alla disillusione, il senso d’appartenenza alla voglia di andare via; è questa continua tensione fra gli opposti che fa del nostro Paese una “Repubblica dei mostri”. Non abbiamo voluto prendere una posizione, nè tantomeno cavalcare l’onda della retorica o della falsa morale, abbiamo solo cercato di fotografare istantanee da punti di vista differenti.

 

Quanto sono diverse Palermo e Milano, città che fanno un po’ da sfondo alla storia?

Tantissimo, Palermo rappresenta il mio passato, la memoria dei ricordi, Milano è la mia quotidianità, ogni città ha la sua storia che trova la sua perfetta espressione nei quartieri, e dai quartieri nasce la nostra ispirazione.

 

I suoni sono il risultato di un mix particolare di strumenti e di generi. Chi vi ha ispirati, che definizione dareste alla vostra musica?

Non saprei darti una definizione, non ci siamo mai posti il problema 😉

 

Dal punto di vista musicale, come stiamo messi in Italia?

Siamo pieni di band e progetti molto interessanti, ma si fatica ad avere gli spazi per potersi esprimere e farsi notare.

 

Vi vedremo in tour?

Stiamo già lavorando alla programmazione del tour, a Milano abbiamo suonato da pochissimo all’Arci Ohibò, è stato il nostro esordio come Franco e La repubblica dei Mostri, e siamo felicissimi di come il pubblico ci ha accolto, il 9 marzo suoneremo al Biko di Milano.