DIZ Festival : la prima volta non si scorda mai – intervista ai Distratti

diz festivalSi terrà dal 3 al 5 luglio 2015 alla Fabbrica del Vapore (Milano) la prima edizione del DIZ Festival. A pochi giorni dal suo inizio abbiamo intervistato I Distratti, ideatori e organizzatori del festival.

di Eleonora Montesanti

I Distratti – da un paio d’anni a questa parte – sono una realtà concreta ed importante per la musica dal vivo a Milano. Da cosa nasce la voglia di far crescere questa realtà e di trasformarla in un festival?

I Distratti sono una delle tante belle storie nate per gioco. Dopo quasi 400 concerti organizzati in tre anni, tanta passione (e sudore) quotidiani, abbiamo pensato di tirar fuori dal cassetto dei sogni quello, almeno per ora, più grande: fare un Festival vero e proprio, di stampo internazionale. Per noi è stata l’evoluzione naturale, direi ovvia ma non banale, della nostra storia.

Come vi è venuta l’idea di coinvolgere il pubblico nella scelta della line up?

Sai si sa che in Italia siamo tutti un po’ “allenatori”, bravi a dire: “Questo sì, questo no”, e allora abbiamo pensato di chiedere: “Perché non lo facciamo insieme?” Al di là di tutto, ci piace l’idea che quella distratta sia una famiglia e che sia più grande delle 5/6 persone che siamo.
Con leggerezza, senza meccanismi oscuri, con un pennarello ed un blocchetto di post-it gialli abbiamo chiesto alla rete di partecipare, anzi, di essere parte di questo sogno.

Oltre al pubblico, invece, quali sono stati gli altri criteri in base ai quali avete scelto gli artisti che parteciperanno al DIZ Festival?

Il criterio unico è stato la musica, la volontà di proporre tante belle cose da ascoltare e scoprire. E poi abbiamo deciso di scommettere: scommettere sulle proposte del pubblico, quasi 200, fino ad avere una buona parte di lineup “scelta da voi” (la cosa positiva è che molte di queste band le avremmo scelte anche noi!); scommettere rappresentando al meglio la scena milanese, con Mamud Band , I’m not a Blonde ed il fenomenale Terzo Segreto di Satira (che porterà con se sul palco alcuni tra i migliori nuovi attori milanesi), Io?drama, Dellera fino a Dargen D’Amico, spaziando anche tra generi, ammesso che esista ancora questa distinzione; scommettere ad esempio riproponendo dopo anni di silenzio i Mariposa, per una notte di nuovo con la storica voce Alessandro Fiori. Poi da Milano è stato naturale guardare oltreconfine, lavorando su una forte presenza di band dall’estero e scommettendo sulla scelta di artisti di assoluto valore che arrivano per la prima volta in Italia: penso ai Nova Heart dalla Cina, a Benjamin Booker dagli Stati Uniti, a Talisco dalla Francia. Ed ancora dalla Francia la cantautrice Joe Bel e La Maison Tellier.
Tutti artisti di cui, siamo sicuri, sentiremo molto parlare nei prossimi anni.
Poi, qualche certezza ce la siamo data anche noi: Meg, Dimartino, il trio Nadar Solo – Bianco – Celona, i tedeschi Mouse on Mars (in collaborazione con Elita che curerà con noi la  parte “nightclubbing” di Sabato 4).

diz festivall

Cosa significa “organizzare un festival dal basso”?

Significa farsi un c..o così! (ride)
Scherzi a parte, non so in generale cosa significhi, se non che dal basso devi fare più strada (e ciò non è necessariamente un male). Significa tenere conto delle indicazioni della tua base, ma al tempo stesso dare una linea che sia coerente con quello che hai fatto fino a quel momento.
Per noi ha significato partire senza grossi finanziatori alle spalle, senza però essere soli: la spinta iniziale (quella della campagna wishow) ci ha caricato dell’entusiasmo di chi ha voglia di far vivere questa città e di partecipare.

Tra i messaggi che abbiamo ricevuto all’inizio di questa avventura uno ci è rimasto in testa e recitava: MI FIDO DEI DISTRATTI. È il post-it al centro di tutto il progetto DIZ. È bello ed anche responsabilizzante.

Secondo voi è più complesso organizzare un festival in Italia rispetto che negli altri Paesi europei?

Questo non saprei, te lo dico quando ci chiamano ad organizzare Glastonbury (ride). Qui ci sono oggettivamente delle difficoltà burocratiche (quest’anno a Milano in parte superate grazie ad alcune misure introdotte da Expo in Città, come lo sportello unico per lo spettacolo) ma le differenze sono soprattutto “culturali”.
Dalla “pigrizia”, alla tendenza a sottovalutare il lavoro che c’è dietro ai festival, all’impatto anche e soprattutto economico che una grande manifestazione può portare ad una città in termini di indotto e turismo.

A marzo, parlando con Alberto Gujarro (co-direttore del Primavera Sound di Barcellona, una delle nostre massime “ispirazioni”) la cosa che mi ha colpito di più è stata che finendo alle 5 del mattino, le autorità ricevano in media 20-30 lamentele per rumore. 20-30 contro 50-70000 persone al giorno, insomma la città è dalla loro parte, consapevole del fatto che un Festival così sia un valore aggiunto per tutti.

Cosa succederà dopo il 5 luglio? Avete già idee e progetti per il futuro?

“Se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione.” (G. Gaber)

Idee, progetti futuri e futuribili ne abbiamo tantissimi. Forse, ma dico forse, dopo il festival riusciremo a fare qualche giorno di vacanza.
Ovviamente ripartiremo comunque subito con la seconda edizione del Diz Festival, tra agosto e settembre, per tenere alta l’attenzione del pubblico, per dare spazio e modo alle nuove idee di respirare e crescere con i tempi giusti, esattamente come fanno tutti i festival del mondo.
Stiamo già lavorando ad alcuni progetti di medio-lungo termine: il primo in ordine temporale sarà Una Città Esposta, progetto artistico-musicale ideato da Cesare Malfatti per raccontare Milano attraverso le opere d’arte che ospita, con la collaborazione dei migliori autori del panorama Italiano come Paolo Benvegnù e Francesco Bianconi.Poi riprenderemo quel che facciamo da sempre: eventi, concerti, rassegne, improvvisate.
Nuove sfide da cogliere con la leggerezza che ci ha sempre contraddistinti, sempre fedeli al nostro motto “l’importante è distrarsi”.

Tutte le informazioni riguardanti il DIZ Festival sono sul sito ufficiale.

Qui, invece, si può scoprire il PROGRAMMA DEL FESTIVAL giorno per giorno.