D’Alessio non canta. Minacce e polemiche chiudono la festa della Moratti

Gigi D’Alessio non ha cantato. Il musicista napoletano, avrebbe dovuto esibirsi ieri sera in piazza del Duomo a Milano, in occasione della festa per la chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco Letizia Moratti, ma D’Alessio sul palco allestito all’ombra della Madonnina, non vi è mai salito. L’annuncio è stato dato nel corso della serata dagli organizzatori, mentre sul palco si stava esibendo Bryan Ferry ed il pubblico, cinquemila persone per la questura, acclamava Gigi D’Alessio.
Una scelta figlia del disagio che l’esibizione annunciata del cantante, aveva scatenato in alcuni ambienti.”Io ero a Milano con tutto l’affetto ma su internet sono arrivati messaggi brutti. Credevo di partecipare ad una festa invece era una guerra”. Ha spiegato D’Alessio in diretta telefonica con i fans riuniti in piazza del duomo.”Ho deciso di andare via per non creare ulteriori problemi, soprattutto per la mia incolumità. Sono stato invitato dal presidente Berlusconi a festeggiare questa giornata ed ho aderito con piacere – ha spiegato il cantante -. Ma il clima di estrema tensione che si è venuto a creare, sia attraverso i giudizi di chi ha un pensiero politico diverso, che i commenti ricevuti da parte di alcuni esponenti della Lega Nord, in quanto napoletano, mi hanno indotto a recedere dall’invito e lasciare Milano”. Parole espresse in diretta poi in parte ritrattate attraverso un successivo lancio d’agenzia: “Io credevo di partecipare a una festa, pensavo fosse una festa per la musica, per la Moratti, per il Pdl Ma quando ho ricevuto tutte minacce da parte di chi ha un giro politico diverso, diciamo dalla sinistra, mi sono sentito così male che ho pensato di ritornare. Tra l’altro mi sono anche risentito su delle parole che qualche esponente della Lega ha detto”.La vicenda comunque lascia a dir poco basiti. Così il botta e risposta fra gli schieramenti si è concluso in mattinata con i verdi di sinistra che esultavano:”D’Alessio non può cantare per i leghisti che lo deridono ed insultano Napoli.Ha restituito onore ed orgoglio al nostro popolo rifiutandosi di fare il menestrello per i leghisti”. Afferma soddisfatto Francesco Emilio Borelli. Mentre la Lega risponde orgogliosa per bocca di Matteo Salvini, quasi incredulo nel poter approfittare della situazione per dare un altro colpo mediatico ad una sinistra inquadrata per esigenze di campagna all’interno di un frame sempre più violento ed intimidatorio: “D’Alessio non usi la Lega per coprire eventuali minacce. Se mai ci sono state minacce – ha aggiunto l’esponente leghista – provengono in parte dagli ambienti della sinistra e in parte da napoletani che non conoscono Milano e la sua capacità di accogliere”. In tutto questo ovviamente a rimettimerci altri non sono stati se non i cinquemila accorsi in Piazza Duomo per ascoltare un concerto. A farne le spese è sempre il pubblico ed è un peccato e una sconfitta per tutti, beniteso, anche se si tratta di un pubblico dai gusti musicali a dir poco discutibili.