I Beaty Heart presentano “Mixed Blessing” in Italia: l’intervista

Abbiamo incontrato i Beaty Heart durante la loro permanenza in Italia.

Beaty Heart
I Beaty Heart

I Beaty Heart  arrivavano per la prima volta in Italia sabato 22 novembre 2014, quando si sono esibiti al Circolo Magnolia di Segrate, come special guests in apertura ai Jungle, per presentare il recente album di debutto “Mixed Blessings”. Il disco è stato pubblicato lo scorso 2 giugno su etichetta Caroline/Nusic Sounds.

 Prima volta in Italia, cosa deve aspettarsi chi verrà ad ascoltarvi dal vivo?

D:Hi Beaty Heart, it’s your first time in Italy. What can we expect for the concert?

 R:“We’re excited to be in Italy! Expect lots of energy, live loops, and me trying to speak broken Italian onstage”

 “Siamo eccitati dall’essere in Italia. Chi verrà ad ascoltarci dal vivo deve aspettarsi un sacco di energia, oltre ai nostri tentativi di parlare italiano sul palco”.

In che modo vorreste essere presentati al pubblico italiano? Chi sono i Beaty Heart secondo i Beaty Heart?

D:How would you like to be presented to the Italian public? Who are  the Beaty Heart for the Beaty Heart?

 R:“I hope we would be presented as a band that can put a smile on everybody’s face, make them dance a bit, and take people out of their comfort zone!”

 “Spero che saremo presentati come una band capace di mettere il sorriso sul viso di chi ascolta, farlo ballare almeno un po’ e portarlo fuori dalla routine”

Aprite ai Jungle, dove sognate di suonare e con chi vorreste un giorno dividere il palco?

D: You play before Jungle, in your great future, whit who you wold like to share a stage, and where The Beaty Heart dream to do a concert?

 R:“We would love to share a stage with the Flaming Lips, or Tame Impala, maybe Vampire Weekend? Our dream place to do a concert is Japan, we would love to go there!”

 “Ci piacerebbe dividere il palco con I Flaming Lips, I Tame Ipala, forse con I Vampire Weekend? Il posto dove sognamo di poter suonare è il Giappone, non vediamo l’ora di andarci”.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?

D:Wich artist have inspired your carrer?

R: “An artist we talk about a lot in relation to our music is Henri Rousseau. The title of one of our tracks, Yadwigha’s Theme, is inspired by his painting The Dream. His work is very rich, vivid and colourful, and also slightly childlike- we feel we share a lot of the same qualities that he has in his paintings”.

 Un artista che riteniamo abbia molto a che a fare con la nostra musica è Henri Rousseau. Il titolo di un nostro pezzo: Yadwigha’s Theme , è ispirato al dipinto The Dream. È un lavoro molto ricco, pieno di colori vivi, quasi infantili. Noi sentiamo queste qualità molto vicine.

Beaty Heart Mixed Blessing
Beaty Heart “Mixed Blessing”

Il vostro primo album si intola:“Mixed blessing”, quali ragioni dietro la scelta di questo titolo?

D: “The title of your debuts album is: “Mixed Blessing”, what is the reason of this choice?”

R: “The name Mixed Blessings was actually taken from a bakery that I used to go past on the bus every day on my way to work. For some reason it always grabbed my attention and I thought it was a cool phrase. But from that, we felt it was suitable as a title for our album because it conjures up the idea of something compiled from many different places, cultures and ideologies. We also felt that being a musician these days is somewhat of a ‘mixed blessing’, at least from our perspective!” 

“Il nome è preso da quello di una panetteria che incrociavo ogni giorno sulla strada del lavoro. Ha sempre colpito la mia attenzione. Inoltre ci piace perché dà l’idea di qualcosa capace di mischiare differenti posti, culture e ideologie. Inoltre, almeno dal nostro punto di vista, essere un musicista al giorno d’oggi è una vera e propria benedizione”.

Quale pezzo consigliereste di ascoltare a chi ascolta “Mixed Blessing” per la prima volta?

D: “If someone listening “Mixed Blessing” for the first time, wich song would you suggest for first?”

R:“Well Banana Bread is the first song on the album, and the reason it’s first is because we feel it is a good introduction to our world. It’s snappy and light-hearted, but also introduces many of the instrumental motifs that are present throughout the album”.

“Banana Bread è la prima traccia dell’album, e la ragione per cui l’abbiamo messa lì è perché riteniamo possa essere una buona introduzione al nostro mondo e alla nostra musica”.

Cosa rappresenta il simbolo con le quattro braccia in copertina?

D: “What is the symbol of the four arms on the cover of the album?”

R:“This image was one of the first symbols we created for our band, it was taken from a photograph Charlie took at a festival, of a girl holding her hands up in the air at a gig. He mirrored the image to create the symbol you see on the record. We felt it evokes the idea of togetherness”.

“È uno dei primi simboli che abbiamo creato per la nostra band. L’ha trovata Charlie ad un festival fotografico. Rappresenta una ragazza che alza le braccia ad un concerto, specchiandola su sé stessa ecco il simbolo che trovate sulla copertina. Pensiamo evochi l’idea dello stare assieme”.

Abbiamo visitato il vostro sito e abbiamo notato che date grande importanza alle immagini, curate voi stessi l’artwork?

D: “We visit your web site and we noticed, that you give great importance at the image, treated yourself artwork?”

R: “Well we all went to art college, and initially, we created our band as an outlet for all the creative stuff we were doing at college. We have been involved in all of our videos and artworks, and for us it’s very important to have a unified aesthetic, and we enjoy the artistic side of it as much as the music!”

“Abbiamo studiato arte al college e la nostra band nasce proprio come sfogo artistico di tutte le cose viste in quegli anni. Siamo coinvolti in tutti nostri video ed i nostri artworks, per noi è molto importante avere un’immagine estetica univoca e ben definita. Il lato artistico ci diverta tanto quanto la musica”.

Tornando al concerto potete anticipare qualcosa sulla scaletta?

 D: “Back to the concert, can you tell us something about the set list?”

R: “We usually write it down on paper, using black sharpie pens. Usually one of us will draw a penis on somebody else’s setlist, hoping that they see it during the set. Sometimes the drawings are very elaborate and graphic, so when people ask for them at the end of the set, we have to make sure they are penis-free”

Di solito la scriviamo su fogli di carta, e capita sempre che qualcuno finisca per disegnare peni sopra la scaletta dell’altro, con l’intento che lo scopra durante lo show. A volte facciamo dei veri capolavori grafici. Capita poi che quando le persone ci chiedano la set list a fine concerto, si debba fare molta attenzione nel non consegnarne una piena di peni.

Quando vi rivedremo in Italia?

D: “When you came back in Italy?”

R: “As soon as we are asked back! We love it here!”

Torneremo il prima possibile. Adoriamo stare qui.