And So Your Life Is Ruined: vita morte e miracoli – intervista

And So Your Life Is RuinedAnd So Your Life Is Ruined, giovane band emo/post-rock da Rimini, hanno da poco pubblicato il loro primo sfolgorante lavoro. Marco, Giovanni, Martino e Davide sono quattro amici e quattro voci che dal 2010 infrangono gli spazi intimi e raccolti della riviera romagnola. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giovanni che ci racconta vita morte e miracoli della band. Inoltre, Giovanni ( batterista) si è occupato anche della colonna sonora di questa intervista. 

Innanzitutto vorremmo sapere come nascono i And So Your Life Is Ruined? Perché la scelta di questo nome? Avete avuto problemi nel comunicare il vostro nome? Tipo, la reazione della nonna?

 Diciamo che sia io che Marco avevamo bisogno di qualcosa che potesse liberarci da un po’ di pesi ed abbiamo affidato questo compito alla musica e ai nostri testi. Inizialmente eravamo solo noi due. Scrivevamo roba in continuazione, prevalentemente con l’acustica. Ricordo che in quel periodo (2010) ci eravamo intrippati molto coi Belle and Sebastian ed avevamo coinvolto nel gruppo anche una violinista (!). Il genere e la formazione attuale sono stati una vera e propria conquista arrivata col tempo. Ora ci siamo trovati e stiamo molto bene. Il nome non vuole avere nulla di catastrofico, infatti è una citazione dei Simpsons! L’abbiamo scelto io e Michael, il nostro primo bassista, ora batterista nei Lantern. Sì, in effetti facciamo un po’ fatica a dirlo alla gente… A volte, si fa quasi prima a scriverlo!

Come nascono i vostri brani e i vostri testi?  Cosa è la massima ispirazione?

Spesso i nostri pezzi nascono da idee o intuizioni registrate da qualcuno di noi a casa col cellulare. Ci vediamo alle prove e, se la cosa ci convince, ci si lavoriamo su. Ognuno può costruire le proprie parti, a seconda di quello che lo ispira di più, oppure chi ha avuto l’idea spiega un po’ l’atmosfera e dà delle indicazioni generali, tipo “io qua ci metterei una parte con le ghost, qui un muro di chitarre, etc.”. Febbraio è nata così. I testi hanno tutti un collegamento con episodi che abbiamo vissuto o rispecchiano il pensiero ed il modo che chi li scrive ha di vedere ed affrontare le cose. Berlino è nata da alcuni appunti di viaggio e Cariddi è uscita fuori da uno di quei periodi in cui hai bisogno di qualcosa di forte a cui appigliarti per non affondare. Cerchiamo sempre di essere il più onesti possibile e ci lasciamo ispirare da quello che succede nel quotidiano.

Quando non siete sul palco o in sala di registrazione come passate il tempo? cosa ascoltate? dove andate?

E’ una bella cosa ricevere delle domande simili! A dire il vero, al momento siamo tutti un po’ “infognati” con lauree da conseguire, accademie e lavoro. Abbiamo tutti e quattro interessi differenti, dall’andare a funghi allo spaccarsi di serie tv. Il collante più forte sono sicuramente la musica e le birrine a poco prezzo che si rimediano ai concerti degli amici. Per quanto riguarda la musica, nei lettori mp3 e nelle nostre macchine non mancano mai Yo La Tengo, American Football, Dinosaur Jr. e Death Cab For Cutie, anche se ci gasiamo col jazz, il funk e tante cose diverse. Io, ad esempio, in questo periodo mi sto gasando parecchio con l’hip hop stile Gasoline.

Siete di Rimini, raccontate una storia nel vostro lavoro, che può essere quella di tutti. Raccontate una rovinosa esistenza, dalla giovinezza alla precarietà della vita. Quanto influisce il luogo di provenienza su tutto quello che fate?

Per i primi anni, finché non abbiamo trovato la nostra attuale sala prove, l’ambiente ha influito tantissimo. Quando non trovi un posto in cui suonare e non puoi far nemmeno partire il tuo gruppo, è molto frustrante. Anzi no, eravamo proprio incazzati! Parli con ragazzi stranieri che suonano in sale prove incredibili e ti senti un po’ immerso in una realtà che ti rema contro. Lasciamo perdere poi il culto romagnolo per i dj e i karaoke… Alla fine però, se ti sbatti a dovere, impari ad arrangiarti ed i risultati arrivano. Il clima è sì pesante ed influisce molto sul nostro stato d’animo ma forse non è una cosa poi così negativa, se ci pensi… Stimola l’introspezione!

Ora siamo arrivati alla domanda d’obbligo, il futuro. Sempre  se esiste un futuro. Quali sono le vostre aspettative? I vostri sogni?

Prima di essere una band, siamo degli amici, quindi in futuro il gruppo esisterà sempre. Magari muterà forma, ma esisterà. Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro, anche perché già il presente sta superando le nostre aspettative. Quando abbiamo iniziato a spammare il nostro disco a Gennaio, non ci saremmo immaginati di trovarci qualche mese dopo con tre etichette e trecento vinili da vendere! È tutto molto bello e speriamo che le cose possano andare sempre meglio. Forse un sogno nel cassetto è quello di fare un bel tour all’estero per conoscere gente nuova e visitare posti che altrimenti non potresti mai visitare. Per il momento, stiamo conoscendo tante belle persone e siamo molto grati a quelli che ci stanno dando l’opportunità di fare queste esperienze… Siamo anche molto grati a chi, come voi, ci vuole intervistare!

(Abbiamo stretto amicizia coi Gulfer quest’estate in occasione di un concerto a Pesaro. È stato amore a prima vista.)

Cosa c’è dopo la morte?

Si potrebbe finire con una “sburonata” tipo “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma” ma non vogliamo scomodare la fisica. La cosa più bella che si possa sperare dopo la morte è di trovare un divano abbastanza lungo per poterci sedere coi nostri amici per mettersi a raccontare tutto quello di bello (e di brutto) che abbiamo passato, magari con qualche buona birrozza.

 

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