I dieci migliori album degli anni ’90 secondo Rolling Stone

Un recente sondaggio, fra i lettori di Rolling Stone U.s.a, ha decretato quali siano i migliori album degli anni 90′. Vi proponiamo i risultati della graduatoria finale, non solo per l’interesse che questa classifica ha suscitato in noi, ma anche perchè è con parecchia nostalgia che abbiamo attraversato queste dieci tappe all’interno di un indimenticabile percorso fatto di chitarre, ricordi e personaggi capaci di incidere per davvero la storia della musica.

10_ “Use your illusion” – Guns n’Roses
Un doppio album, uscito però in contemporanea. Segnò il momento più alto dei Guns, che furono capaci di racchiudere nello stesso disco pezzi come “November Rain”, “Civil War” e “Don’t Cry”. Al termine del lunghissimo e sfibrante tour promozionale la band si divise, e Axl dichiarò che non avrebbe mai più diviso un palco con Slash.

9_ “The Mellon Collie and the infinite Sadness” – Smashing Pumpkins.
“Le altre band raccontano il sabato sera dei ragazzi, noi parliamo del lunedì”. Queste le parole con cui Billie Corgan definiva il sound degli Smashing Pumpkins. Il disco contiene i più grandi classici del gruppo come “Tonight Tonight” e “1979”, anche se a sorpresa non è stato decretato il migliore composto dalla band.

8_ “Grace” – Jeff Buckley. Uscito nel 1994, l’album assunse ben altro significato quando il suo interprete morì annegato tre anni dopo. Una delle voci più incredibili degli ultimi decenni, messa in risalto da brani come la cover dell’Hallelujah di Leonard Cohen.7_ “Metallica (The black album)” – Metallica. Il disco costò ai metallica l’abbandono da parte dei fans più intransigenti. Impensabile per loro che una band haevy metal potesse dividere il palco con i Guns n’ Roses, o che le loro canzoni potessero diventare hit radiofoniche. Brani come “Nothing else matters” consentirono però ai Metallica di compiere quel salto generale, che ancora oggi, a distanza di vent’anni li porta ad essere uno fra i gruppi pià famosi al mondo.

6_ “Siamese Dream” – The Smashing Pumpkins. Unica band con due album in classifica, gli Smashing piazzano “Siamese dream” davanti a “The Mellon Collie…”. Fra gli ex-adolescenti depressi, siamo certi che questo sarà motivo di dibattito.

5_ “What’s the story? Morning Glory” – Oasis.                                                                                        Solo un album in Inghilterra riuscì a far meglio del capolavoro dei fratelli Gallagher. Quale? “Sgt. Pepper Lonely Hearts Club” dei Beatles. Grazie a questo disco il fenomeno Oasis assunse proporzioni pari a quelle dei Fab four. Canzoni come “Wanderwall” e “Champagne supernova” regalarono successo agli Oasis anche negli Stati Uniti. Ma ciò che colpiva di “Morning Glory” era soprattutto il sound. Quel suono così dannatamente inglese, al punto da non avever bisogno di spiegazioni per catapultarti nel mondo dei fratelli Gallagher. Un successo così grande da far girare la testa. Come conferma la travagliata storia di Liam e Noel.

4_”Achtung Baby” – U2. Si tratta del disco che permise a Bono e soci, di abbandonare gli anni ottanta, ed entrare nell’ultimo decennio del millennio da protagonisti. Mentre band come i Dire Straits e gli INXS esaurivano la loro vena, gli U2 rivoluzionarono il loro suono imboccando una strada lasticata di planetari successi.

3_ “Ten” – Pearl Jam. Sul gradino più basso del podio troviamo questo capolavoro dei Pearl Jam. “Ten” ebbe la sfortuna di uscire nel 1991, esattamente due settimane prima che “Nevermind” sconvolgesse la storia della musica. La concorrenza fra le due band sfociò in una rivalità fatta di incomprensioni. A distanza di anni, una volta riappacificate le fazioni, Eddie Vadder a Rolling Stone dichiarò: “Non penso che Kurt avesse davvero capito la nostra band, ma credo che, se non fosse morto, ci avrebbe capiti. Lo so, sono parole grosse queste, ma penso che siano la verità».

2_ “Ok Computer” – Radiohead
Il disco perfetto. Così perfetto al punto che anche i fans più sfegatati della band, hanno sempre pensato che nemmeno i Radiohead stessi, sarebbero mai stati in grado di riscrivere un altro disco all’altezza. In effetti non si può negare come, con “Ok Computer” i Radiohead raggiunsero il top. Fa strano comunque pensare come, prima del 1997, i Radiohead venissero considerati solamente come il gruppo spalla del tour di Alanis Morisette, capaci di scrivere “Creep” e poi di scomparire, come una qualsiasi band da una hit e via.

1_ “Nevermind” Nirvana Nessun dubbio in vetta. Come poteva essere altrimenti? Nel settembre del 1991 spodestò “Dangerous” di Michael Jackson dalla vetta della chart americana. Il cambiamento fu epocale. Da quel momento in poi ci fu una vera e propria gara da parte delle major, anche solo per mettere sotto contratto una band lontanamente simile ai Nirvana. Loro riuscirono a scrivere solo un altro album “In Utero”, prima che il suicidio di Cobain, elevasse i Nirvana all’immortalità.