Zanne: Il Festival che non si farà!

zanne previewDopo tre edizioni che hanno segnato la costante crescita dell’evento catanese, consacrandolo come uno degli appuntamenti musicali più importanti in Italia, il direttivo di Zanne Festival annuncia lo stop per l’edizione 2016 a causa di gravi problemi logistici.

Questo è quello che purtroppo qui a Catania sospettavamo da tempo, ma che nel profondo del cuore speravamo non accadesse. Quest’anno il Festival che ha portato la musica internazionale a Catania e che è stato nostro vanto per tre edizioni non si farà e noi ne siamo fortemente dispiaciuti, perchè suona come una sconfitta per quella parte della città che crede ancora che le cose partite dal basso possano funzionare e crescere, nonostante le difficoltà burocratiche.

Per chi non lo conoscesse, Zanne è nato nel 2013 a Catania, nella città che per anni è stata il fulcro della musica siciliana. Gli sono bastati solo tre anni per diventare uno dei festival più importanti d’Italia e questo grazie al coraggio dei suoi organizzatori, alla loro competenza e buona volontà, doti grazie alle quali hanno portato avanti una direzione artistica attenta e dal forte taglio internazionale, rivitalizzando il Parco Gioeni, da molti anni abbandonato a se stesso, che col Festival ha ripreso il suo posto tra le bellezze della città.

Il successo di Zanne è testimoniato dai numeri (30.000 persone nel totale delle tre edizioni) e dai nomi (fra gli altri:FFS – Franz Ferdinand & Sparks, Swans, Black Rebel Motorcycle Club,Jon Spencer Blues Explosion, Blonde Redhead, Calexico…). Questa manifestazione aveva fatto sperare a tutti gli appassionati di musica che Catania tornasse ad essere la Seattle d’Italia, come veniva definita negli anni ’90, anni d’oro per la musica in città.

Zanne però quest’anno non si farà. Lo annuncia il direttivo del Festival. Non è un addio, ma un arrivederci al prossimo anno. Le ragioni? Incompatibilità logistiche con una manifestazione ormai cresciuta e dal forte richiamo internazionale. Un evento volto allo scambio culturale e alla sensibilizzazione ambientale, la cui vocazione principale è l’accoglienza di un pubblico deciso a macinare chilometri e chilometri per vivere non solo la manifestazione, ma anche e soprattutto la città che lo ospita. Un anno di pausa necessario quindi per la ricerca di una sede naturale più adeguata e che permetta al Festival di esprimersi al meglio.

Questo ci rammarica perchè si poteva fare di più; si poteva premiare il coraggio di chi era riuscito a far muovere mezza Europa verso Catania, con un enorme beneficio in termini economici e di offerta culturale e turistica. Qualcosa è andato storto.  Non è difficile intuire cosa. Non è difficile capire che quando in una comunità sono in pochi ad avere un gusto musicale e una cultura tale da andare al di là di ciò che è mainstream, purtroppo le grandi gesta sono impossibili. Ne subiamo le conseguenze noi appassionati, che siamo stati privati di una delle più belle manifestazioni mai avute in città.

Zanne è infatti quel festival che ha portato ai siciliani i concerti più importanti della musica internazionale; che ha realizzato tante attività collaterali, per ogni fascia d’età; che ha permesso a chi scrive e a molti altri aspiranti giornalisti musicali di seguire un corso di storia della musica e di giornalismo musicale tenuto da Alberto Campo e organizzato dal Mucchio; che ci ha portati al Monastero dei Benedettini per le preview; che ci ha permesso di fare yoga  alle prime luci del mattino al parco Gioeni, di portare con sè i propri animali domestici e di microchippare gratuitamente chi di loro ne fosse sprovvisto. E’ stato questo e molto altro e spero davvero che si tratti soltanto di un piccolo stop.

Le motivazioni di questo arrivederci le troviamo nelle parole del Direttore Artistico di Zanne, Nicola Compagnini: “Zanne è stata una sfida avvincente e appassionante per tutto il gruppo che lo ha reso possibile in questi anni. Giunti al termine della terza edizione, però, si è resa indispensabile una riflessione su come rendere sostenibile la sua crescita rispetto ad una location non più adeguata. Si è deciso quindi, nostro malgrado, di traslocare altrove. Una scelta difficile che richiede un ripensamento totale delle dinamiche di interfacciamento tra pubblico e privato, vero punto debole di tutto il Festival, il cui progetto di riqualificazione del Parco Gioeni, luogo d’elezione e sede naturale dell’evento, non ha sortito gli effetti sperati. Sintetizzando: serve tempo per trasferire la manifestazione in un luogo in grado di accogliere al meglio il suo splendido pubblico. Siamo già al lavoro”.

Speriamo che questo stop ci riporti una nuova edizione di Zanne Festival ancora più avvincente delle precedenti e che tutti noi finalmente possiamo tornare a godere del NOSTRO Festival.

Egle Taccia