FOSCH FEST 2013: foto e report

elab-3694Foto Alucard Report Dave

Alle porte di un allegro quanto gelido (ebbene sì il 13 di luglio) paesino della bergamasca sponda Seriate, con la compagnia di Fulmini e Boeing 737-800 nel cielo di Orio al Serio, un  festival metal imperdibile, sebbene spesso sottovalutato: Il Fosch Fest 2013 – The First Italian Medieval Folk Metal Fest.

La due giorni è organizzata a Bagnatica, paesino in provincia di Bergamo (perfettamente raggiungibile da Milano e dintorni in appena  45 minuti) dagli stessi seguaci di questo genere musicale e di questo modo di intendere lo spettacolo. Tant’è che proprio a Bergamo nascono i Folkstone, noto gruppo Folk Metal italiano, che ha sempre presenziato alle edizioni precedenti del festival, sin dalla sua nascita nel 2009 e che ha sicuramente contribuito alla sua ascesa tra i fan italiani del genere.

L’ingresso è a pagamento, i prezzi sono modici, organizzazione perfetta e applausi allo StaffStoff.  All’entrata del paese si capisce già con chi si ha a che fare: la prima vista è un intero accampamento militare scozzese che ricorda molto il film “Braveheart”, pronto a combattere contro gli invasori inglesi, che non ha paura di nulla, nemmeno del tempo veramente pessimo per un festival di luglio e soprattutto addobbato come si deve per un festival Folk Metal: borchie, kilt, corni usati come boccali stracolmi di birra e la giusta dose di energia. Mai come questa volta mi rendo conto di quanto sia importante l’atmosfera all’interno di Festival musicali; nonostante l’affluenza forse bassa dato il tempo brutto, il popolo Folk si fa sentire e la sua carica compete alla grande con altri Festival più famosi (mi riferisco al metal in generale) sia per la passione della sua gente sia per la location adattissima a mio avviso! (Solo una foresta in collina a Bagnatica sarebbe stato luogo migliore).

Per quanto riguarda i gruppi nella giornata di sabato si esibiscono i Maladecia, Lou Quinse, Wolfchant e gli spettacoli di fuoco di Michela (giusto per farvi entrare ancora di più in atmosfera Medieval hanno chiamato una buttafuoco). Alle 20.30 iniziano a suonare i Cruachan, irlandesi Folk metallers dal 1990, che infiammano i presenti con una setlist energica. Dai suoni, ad ogni modo abbastanza curati, emergono molto i fiati del flautista John O’Fathaigh e i violini di Ryan Will, che alterna anche suoni più marcatamente celtici come il tin whistle utilizzato nella splendida  The Morrigan’s Call. Padroni della scena e con un ben nutrito pubblico davanti a loro, alternano pezzi più marcatamente melodici e folk a vere e proprie sfuriate Black metal, che richiamano i più nordici e demoniaci Immortal ed il Black norvegese, grazie soprattutto ai vocals del cantante e fratello del violinista, Keith O’Fathaigh.

elab-3879Headliner della serata saranno gli Alestorm, gruppo che sfiora atmosfere Melvilliane e che esce un po’ dai canoni celtici per immedesimarsi in quelli pirateschi. Suoni più moderni, vista la presenza di Keygtar e Tastiere (che la fanno da padrone), batteria veramente notevole, di stampo Power Metal ma che guarda anche a ritmiche più estreme, assoli di chitarra veloci e taglienti. Iniziano in modo folgorante con “The Quest” dal loro secondo album “Black Sails at Midnight”: la voce del cantante e keygtarrista Christopher Bowen è sporca e pronta per solcare i mari, notevole i soli incrociati di tastiera e chitarra da parte di Christopher Lorenz e Gavin Harper. Segue il pezzo “The Sunk’n Norwegian”, dal terzo ed ultimo album “Back Through Time” e la terza sarà “Shipwrecked” dal loro primo album “Captain’s Morgan Revenge” con un riff che richiama sonorità thrash americane e le classiche tastiere/fisarmoniche che la fanno da padrone.

La marcia prosegue e i nostri snocciolano canzoni da tutti e tre gli album intrattenendo uno show davvero gradevole e pieno di energia.:“Leviathan”, il classico “Over the Seas” dal primo album, pezzo con un intro a dir poco trionfale,  la lenta e cadenzata “Nancy the Tavern Wench” inno alle bevute di Grog (chi non ha mai giocato a Monkey Island alzi la mano!!!) e Rhum nei peggiori bar caraibici…e poi stare in compagnia di belle signorine e affogare i dispiaceri.

“The Huntmaster”, “Pirate song”, “Back trough time” pezzo che ricorda da molto vicino a Dragonforce e il power metal moderno, “Wenches & Mead”, “Death throes of the Terror Squid” e la cover del gruppo Lettone Pirate of the seas dal nome “Wolves of the seas” con un coro veramente trascinante che coinvolge tutto il pubblico. I nostri non si placano e continuano con la divertente “Keelhauled”, ed in chiusura snocciolano tre classici: “Set Sail and Conquer”, “Captain’s Morgan Revenge” e “Rum”. Un’ora e trenta in mezzo ai mari, in uno sfondo adattassimo allo show, visti lampi, pioggia e vento…cosa chiedere di più realistico per assistere ad un concerto pirate metal??! Servirebbero solo un vascello in legno e cannoni pronti a sparare!

Foto Alucard Report Dave

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