Forest Summer Fest 2013: com’è finita

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Seconda parte del Forest Summer Fest 2013, vi abbiamo già parlato di come è inziato.. vediamo chi ha chiuso l’edizione di quest’anno.

Sabato 29 vede in postazione al Forest Summer Fest 2013: Maria Antonietta, il Pan del Diavolo, lo Stato Sociale e i Tre allegri ragazzi morti.

La prima sul palco è Maria Antonietta. Non avevo mai visto un suo live e devo dire che avevo qualche pregiudizio nei suoi confronti. La cover di “Weekend” di Max mi aveva fatto un po’ disperare. Sale sul palco da sola, con un lungo vestito viola e imbracciando una chitarra. Dalla sua voce traspare una grande urgenza comunicativa, una ruvidità che mi fa venire in mente il Vasco Brondi del primo disco. È molto elegante e devo dire che mi fa ricredere da quella sfortunata cover. Dopo un paio di pezzi da sola, la raggiungono sul palco gli altri membri della band, che lei definisce “la sua famiglia”. È un viaggio tra cocktail Martini, occhiali da sole per nascondere gli occhi dagli eccessi della vita, di pillole e di uomini sbagliati. Per dirlo con le sue parole: “Volevo sequestrarti al mondo intero e alla felicità, agli amici ai diversivi ai dischi tristi e ai locali punk, volevo sequestrarti anche a Dio perché tu fossi solamente mio”.

Sul palco principale stanno per esibirsi le scimmie urlatrici, simbolo sulla copertina dell’album di questa band. “Il Pan del diavolo” un duo di Palermo formatosi nel 2006. “Il Pan del Diavolo è Sempre Avvelenato”, inciso sulla grancassa. Sono solo in due ma suonano come fossero in dieci sul palco. 2 chitarre acustiche, tamburelli e una gran cassa. Voci graffianti e quello che fanno è Folk rock che sa di polvere. A marzo di quest’anno sono stati a suonare ad Austin (Texas), con Nick Cave all’interno del festival South by Southwest.

DSC_2778Dopo di loro è il turno degli Stato sociale. I ragazzi bolognesi stanno girando in lungo e in largo la penisola italiana, senza fermarsi una sera. Una serie incredibile di live, sprigionando sempre la stessa energia e la stessa simpatia. Le tastiere spingono i beat e i pezzi di “Turisti della democrazia” scivolano via uno dopo l’altro. Immancabile il momento da villaggio turistico, dove sulle note di “Quello che le donne dicono” e con tanto di sombreri messicani, la band si esibisce in un raffinato balletto.

Adesso tocca esibirsi al convitato di pietra. Colui che in borghese durante tutta la giornata di sabato ha vagato tra il pubblico per vedere la reazione alle band da lui prodotte. Tra poco si esibiranno i Tre allegri ragazzi morti, che di certo non hanno bisogno di essere presentati. L’area delle feste è pienissima e a fatica contiene tutti ragazzi morti che sono accorsi stasera. L’ultimo disco si chiama “Nel giardino dei fantasmi” e la scenografia sul NMS_2896palco richiama i fumetti disegnati dallo stesso Toffolo per questo disco. Si vedono dei bambini persi in una foresta psichedelica e spaventosa. I Tre allegri ci prendono per mano e ci guidano in viaggio verso l’uscita da questa foresta. Arriva il momento vaffanculo che introduce la parte finale del concerto: Toffolo dice che la vita è cattiva, ma non l’ha inventata lui e il concerto è finito. Il pubblico risponde urlando: “Vaffanculo!” Dopo questo momento di avanspettacolo ci regala alcuni dei pezzi più famosi e più belli. Alla fine canta anche uno dei mie pezzi preferiti che è “la tatuata bella”. Spesso mi verrebbe voglia di fare come racconta nella canzone e di rispondere al mio capo che oggi al lavoro non ci andrò, perché rimarrò sul prato al far l’amore con la mia bella.

Quattro giorni a Foresto molto intensi, pieni di musica, sorrisi e di belle persone. Come si può concludere una recensione su un festival che è stato cosi bello? Probabilmente con un interrogativo che ci ha lasciato Toffolo nell’ultimo disco: “Di che cosa parla veramente una canzone?”

“della festa cominciata delle scarpe che non ho dei desideri e dei piaceri del ballerino che sarò della morte che mi guarda dell’antidoto che ho di come salveremo il mondo o perlomeno il nostro del denaro del mio cane dell’amore che imparerò a fare della guerra quella vera della terra dalla luna del piacere che ho provato
a stare oggi assieme a te dentro il letto sopra il letto col futuro che non c’è di che cosa parla veramente una canzone non lo so.” 

photo & report Alucard

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