Canzoni: la top 5 alle porte di Italia-Slovacchia

Mica per niente. Ti alzi, sbadigli, cerchi di richiudere gli occhi. Invano. Sono le 8. Si travaglia. Anche oggi. Ma alle 16 c’è l’Italia. E me la vedo. Al lavoro. Alla faccia di Renato Brunetta. Ma il lasso di tempo che va a precedere. Lo musico. Qualche frase, un paio di ritornelli. E viene su da sola. La top five che precede la partita. Cruciale, decisiva. Non esiste criterio, non cercatelo. Avessero giocato domani, le cinque sarebbero state altre ancora. Ovvio. Io dico:

1. LEVA CALCISTICA CLASSE ’68 (Francesco De Gregori): una toccante storia di calcio, di vita e di formazione giovanile. E speriamo che nessuno abbia paura di sbagliarlo, il calcio di rigore.


2. HEROES di David Bowie (inserita nella colonna sonora di Christiane F., noi i ragazzi dello zoo di Berlino. Il riferimento non è casuale manco pe’ niente).


3. UPRISING (Muse): The paranoia is in bloom, the PR / The transmissions will resume / They’ll try to push drugs / Keep us all dumbed down and hope that / We will never see the truth around. Che in fondo è proprio quello che penso mentre mi scopro maledettamente simile a quel fantoccio che idelamente detesto: l’italiano medio.


4. MORE THAN WORDS (Extreme). Pensando a Bossi, pensando all’Italia. Che – a prescindere da tutto – non mi verrà mai di fare come fanno a Radio Padania (e allora, mi sento più italiano, meno medio[cre]).


5. UN’ESTATE ITALIANA (Gianna Nannini e Edoardo Bennato). Perchè è atemporale e quando la intoni non pensi più a vincere o perdere. Ma ti vedi nell’attimo in cui pensi di stare in campo mentre migliaia di spettatori ti lasciano cantare l’inno.

E in fondo, riporre speranza in Gattuso piuttosto che in Marchisio è un passo avanti piccolissimo. Ma sempre di passo in avanti si tratta.