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Bob Balera: E’ difficile trovarsi – la recensione

Bob Balera: E’ difficile trovarsi – la recensione

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E' difficile trovarsi è il disco d'esordio del gruppo Bob Balera. Sonorità elettro-pop e atmosfere agrodolci si uniscono e danno vita a un lavoro fresco e molto ben definito.     di Eleonora Montesanti    «Spesso il punto di vista è quello di un Dorian Gray a fine corsa, obbligato a fare i conti con il passare del tempo e con i propri umani limiti. Continuare ad inseguire le proprie chimere sentimentali con falcate leonine, lo renderebbe più felice, ma la felicità è cosa evanescente.» Bob Balera   E' con queste parole che i Bob Balera descrivono il loro disco d'esordio, uscito lo scorso aprile per Dischi Soviet Studio: un insieme di situazioni instabili e nostalgiche inseguite dal tempo che scorre inesorabile.  La cosa più interessante e po
La Differenza – Il tempo non (d)esiste : la recensione

La Differenza – Il tempo non (d)esiste : la recensione

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La Differenza: Il tempo non (d)esiste, ovvero quando il rock d'autore si appropria della reinterpretazione di brani del passato e lo fa mettendoci tutta la propria identità artistica.     di Eleonora Montesanti   Il tempo non (d)esiste non è solo il titolo del nuovo album della band pop-rock La Differenza, è anche l'approccio di quest'ultima nei confronti delle undici canzoni che lo compongono: dieci omaggi alla musica d'autore italiana tra gli anni '70 e i primi 2000 e un brano inedito adattati alla realtà di oggi e alla poetica e allo stile del gruppo.  Ho usato la parola omaggi e non cover per una ragione: queste canzoni, infatti, vengono filtrate in maniera talmente personale da sembrare dei pezzi inediti, adattabilissimi alla realtà di oggi. Vuoi pe

Sarah Stride – Schianto : la recensione

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Schianto è il nuovo EP di Sarah Stride, l'artista milanese che fa dell'oscurità e della decadenza il suo marchio di fabbrica irrinunciabile.      DI ELEONORA MONTESANTI    Non appena è partita la prima traccia di Schianto, il nuovo EP di Sarah Stride, il mio primo pensiero è andato a Nada. Non la Nada interprete a cui solitamente è associato l'immaginario comune, ma la Nada autrice, quella degli ultimi dieci anni. Nello specifico, questo ep mi ha ricordato molto Occupo poco spazio, disco capolavoro uscito qualche anno fa.  Superata la bellissima sorpresa mi sono concentrata sull'ascolto e sulle emozioni: l'ep è composto da sole quattro tracce, ma basta davvero poco a Sarah Stride per prendersi il suo spazio, nelle orecchie, nella stanza e nello stomaco.&nb

Il Grido: la recensione dell’album d’esordio

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Il Grido è una band romana che, in equilibrio tra distorsioni e raffinatezza, fa del grunge il proprio mezzo di espressione nei confronti del mondo. DI ELEONORA MONTESANTI   L'album d'esordio de Il Grido è, come hanno detto loro, "un tutorial su come e dove indirizzare la propria rabbia." Undici tracce potenti, in cui le chitarre sono le protagoniste assolute (e di questi tempi è una cosa quasi sorprendente). Queste ultime hanno la grande responsabilità di sostenere e canalizzare una rabbia sana, che nasce grezza ma che non si disperde, anzi si modella con consapevolezza e razionalità attorno ai contenuti delle canzoni. Ad ascoltare questo LP non si può fare a meno di pensare agli Afterhours di Germi, oppure ai Timoria di Viaggio senza vento: si sente la stessa energia che s

Lo yeti – Le memorie dell’acqua : la recensione

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Le memorie dell'acqua è il disco d'esordio del bolognese Pierpaolo Marconcini, ovvero Lo yeti. Si tratta di un disco di auto-osservazione in equilibrio tra alternative rock e cantautorato.     DI ELEONORA MONTESANTI     Ma qualcuno di voi lo sapeva che esisteva lo yeti a Bologna? Io me lo sono sempre immaginato su montagne alte e innevate, al massimo sugli Appennini, ma di sicuro non ho mai pensato di potermi imbattere nella sua impronta sotto ai portici di Bologna. Eppure sì, lo yeti bolognese esiste. E' il lato artistico di Pierpaolo Marconcini e, subito dopo aver ascoltato il suo disco d'esordio, spero davvero che le sue impronte vengano notate il più possibile. Le memorie dell'acqua, questo è il titolo dell'album, è un lavoro stupefacente. Per descriverlo e pe

Diego Esposito – E’ più comodo se dormi da me : la recensione

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Diego Esposito esordisce con un disco di pop e cantautorato fresco e genuino, in collaborazione con Zibba (che si è occupato della direzione artistica del progetto). DI ELEONORA MONTESANTI Quanto è bravo Diego Esposito! Il suo disco d'esordio è il risultato di dieci anni di esperienze e canzoni e, proprio per questa ragione, suona già maturo, sebbene si contraddistingua per freschezza e semplicità. E' più comodo se dormi da me, questo è il titolo dell'album, è composto da nove brani dove il pop si mette e si toglie continuamente il vestito di canzone d'autore e lo fa con estrema naturalezza. Non ci sono grosse rivoluzioni stilistiche all'interno di questo disco, ma non tutti gli artisti devono per forza essere avanguardisti: Diego Esposito si muove in territori musicali già esplorati, ma

Monica Shannon – Ali : la recensione

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Ali, il nuovo album di Monica Shannon è un concept dedicato all'amore, sviluppato attraverso nove brani in tutte le sue sfaccettature     DI ELEONORA MONTESANTI   Ali è il secondo lp di Monica Shannon, composto da 9 brani ispirati all'amore: il disco, infatti, lo descrive attraverso musica, storie e sentimenti, basati su sonorità dal sapore internazionale che vanno dal sound irlandese, al rock, al soul.  Ecco come la stessa cantautrice ha descritto ciò che sta alla base di Ali: "Ho scelto di chiamare il mio nuovo progetto Ali perché alla fine di ogni storia c’è sempre un’apertura, un volo liberatorio verso l’amore e lontano da ciò che non lo rappresenta. Una sorta di passaggio dal buio alla luce in cui vivere il vero amore, riscoprirlo nella solitudine o sempliceme

Rossella Aliano – Blood Moon : la recensione

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Blood Moon è la nuova uscita discografica dell'artista siciliana Rossella Aliano, un album che, tra space pop e cantautorato, analizza il caos storico contemporaneo in accezione metaforica.      DI ELEONORA MONTESANTI    Rossella Aliano e i Blood Moon (così si chiama il gruppo di musicisti che ha lavorato insieme all'artista siciliana in occasione di quest'album) sono una realtà molto particolare, poiché affiancano contenuti cantautorali allo space pop e alla musica elettronica.  Domande esistenziali, riflessioni profonde e introspettive, analisi sulla società odierna, infatti, vengono sostenute da uno stile musicale interessante e contaminato da scie melodiche che li rendono argomenti ancora più sentiti e solenni.  Il tema principale dell'album, inf

Charlie – Ruins of memories: la recensione

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Ruins of memories è il primo disco della cantautrice genovese Charlie. Prodotto da Tristan Martinelli, il disco ha un sapore internazionale, tra rock, folk e ballads.      DI ELEONORA MONTESANTI    Il disco di Charlie si è rivelato fin dalle prime note un ascolto sorprendente: da subito colpisce per il suo essere pulito e genuino, lontano dalla ricerca di una definizione di genere precisa, ma collocabile tra il rock americano, il folk irlandese e quelle belle ballatone a cui ci siamo tanto affezionati negli anni '90. Ruins of memories è innanzitutto un disco di passione ed emotività, frutto di vicende personali trasformate in musica nell'arco di più di quindici anni. In secondo luogo è un disco di sonorità senza tempo, che spaziano dai Beatles ad Alanis Moriss

Abbiamo ascoltato “Spirit” dei Depeche Mode – La recensione

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Il 17 marzo i Depeche Mode hanno pubblicato “Spirit”, il loro nuovo album, un disco che dal primo ascolto conquista per il suo suono liquido e al contempo molto rock. Oggi si parla spesso di rock elettronico, ma la maggior parte degli esponenti del genere hanno conservato pochissimo della sua attitudine, lasciando spazio solo a melodie accattivanti e testi leggeri. Nel caso di “Spirit” invece la tradizione del rock si sposa con l’elettronica in una maniera perfettamente studiata; è come se le architetture dei brani si poggiassero su due tipi di fondamenta; come se ogni pezzo fosse composto da due arrangiamenti, uno rock e l’altro elettronico, pronti a regalare alle canzoni due volti, uniti da un ritmo simbiotico, che però conserva le due identità, senza mai fonderle. L’ascoltatore quindi