Interviste

Le piscine terminali, tra l’ineluttabile e l’implausibile – intervista a Enrico Gabrielli

Le piscine terminali, tra l’ineluttabile e l’implausibile – intervista a Enrico Gabrielli

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Le piscine terminali è il primo libro di Enrico Gabrielli, che conosciamo bene per essere uno dei più importanti polistrumentisti e compositori italiani. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con lui per saperne di più su questa raccolta di racconti di fantascienza e sulla sua attività di scrittore. Naturalmente ne è uscito molto, molto di più.     di Eleonora Montesanti    Caro Enrico, questa è la nostra terza intervista insieme (la prima con L'Orchestrina di Molto Agevole e la seconda con 19'40'') e, ogni volta, dopo essermi sorpresa del tuo eclettismo, trattiamo un argomento nuovo e differente dal resto del tuo percorso artistico. Questa volta parliamo de Le piscine terminali, il tuo primo libro, una raccolta di diciassette racconti di fantascienza. Prim
Denis Guerini: tra fantasmi e dissolvenze – l’intervista

Denis Guerini: tra fantasmi e dissolvenze – l’intervista

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Lo scorso febbraio è uscito il quarto disco di Denis Guerini, Dissolvenze, un album di puro cantautorato che, travestito da fantasma, gioca a nascondino con i ricordi. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui per saperne di più. di Eleonora Montesanti   Denis, ti ricordi se c'è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così importante nella tua vita, tanto da diventarne la protagonista? Ho iniziato a sedici anni, con l'intento di fare colpo sulle ragazze. Alla fine mi sono ritrovato ad abbracciare le bacchette e a tirare colpi sulla batteria. E in un mondo parallelo in cui non sei un musicista, che cosa fai nella vita? Svolgo un lavoro che mi permette anche di pensare ai testi o alle musiche da scrivere. Il 60% dei brani che ho sc

TEDIO: tra la noia, io, te e Dio – l’intervista

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"A dream about being a person. And, like a lot of dreams, there’s a monster at the end of it" E' l'incipit dei TEDIO, nuovissimo trio romano di impronta post-rock/garage, che si rivela al pubblico con un disco d’esordio scuro e visionario, mantenendo però un messaggio sintetico e diretto. Il titolo dell’album è emblematico: “GOD”. Il suo formato lo è altrettanto: pennetta USB.     DI ELEONORA MONTESANTI   Il vostro nome suggerisce che la noia, in fondo, non vi spaventa. Quindi vi faccio una domanda che, probabilmente, vi hanno già fatto in moltissimi: come mai avete deciso di chiamarvi TEDIO? La scelta e' stata frutto di un processo naturale, senza troppi “rompicapo”. Per quanto riguarda il concetto della parola in se' parliamo di molti anni fa, quando per una serie

“Tormento, liberazione e passione”: vi presentiamo Ell3.

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Dream è il primo singolo che anticipa l'uscita di Camouflage, ep d'esordio della giovane Ell3. In occasione dell'uscita del videoclip di Dream abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei.     DI ELEONORA MONTESANTI Ell3, c'è stato un momento preciso nella tua vita in cui hai capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così importante per te? Ho capito che la musica sarebbe stata il mio rifugio, la parte migliore di me, fin da quando ero piccola. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di musicisti, questo sicuramente mi ha motivata ancora di più a intraprendere questa strada. Se dovessi descrivere la tua musica con solo tre parole, quali sarebbero? Tormento, liberazione, passione. Dream è il tuo primo singolo e anticipa l'uscita di un ep, Camouflage. Qual è la chia

“Bisturi” è solo l’inizio: intervista a Il Solito Dandy

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Il Solito Dandy è Fabrizio Longobardi, giovane musicista torinese che si descrive in tre parole: biondo, sintetico e nostalgico. Il 9 maggio è uscito il suo primo singolo, Bisturi, che anticipa un disco in uscita nell'autunno 2017. Abbiamo deciso di conoscerlo meglio...     DI ELEONORA MONTESANTI Fabrizio, come mai hai scelto di chiamarti "Il solito dandy"? La parola dandy non mi stupisce. La domanda è più riguardo all'aggettivo che la accompagna… L’aggettivo “Il Solito” è una contrapposizione alla figura atipica del dandy alla Oscar Wilde, ho voluto giocare con gli opposti per dare l’immagine di qualcosa di Pop ma allo stesso tempo con un gusto kitsch e più ricercato. A volte nelle interviste mi piace chiedere agli artisti di definirsi con tre parole. Tu l'hai già fatto: bion

Tutti su per terra! Il mondo all’incontrario degli Eugenio in Via di Gioia – l’intervista

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In occasione dell'uscita del loro secondo album "Tutti su per terra", accompagnato da un tour che avrà luogo proprio in questi giorni in alcune delle città più importanti d'Italia, abbiamo scambiato quattro chiacchiere coi torinesi Eugenio in Via Di Gioia.      di Eleonora Montesanti   Il vostro nuovo album si intitola “Tutti su per terra!”. Quand’è che avete iniziato a guardare il mondo all’incontrario? Guardare il mondo all'incontrario aiuta  a mettere in evidenza dei paradossi che altrimenti sarebbero difficili da mettere a fuoco, perciò quando vogliamo raccontare una storia proviamo a girarla da un'altra prospettiva.   Nell’album si analizza la relazione tra uomo e mondo tramite un immaginario, che ormai è diventato un linguaggio, personale e stralun

Gibilterra: dove l’indefinito ha un’identità precisa – l’intervista

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Gibilterra è un duo musicale appena nato, formato da Riccardo Ruggeri e Martino Pini, due artisti che vengono da percorsi musicali diversi, ma che sono accomunati dalla passione per la scrittura di canzoni e la musica live. Da domani torno in me è il loro primo singolo.     di Eleonora Montesanti Riccardo e Martino, ci raccontate come è avvenuto il vostro incontro e come è nato il duo Gibilterra?  Nonostante vivessimo entrambi a Biella, ci siamo conosciuti a Perugia, nel 2006, durante i seminari di Umbria Jazz. Avevamo già tutti e due le nostre realtà musicali avviate, ma abbiamo trovato subito due principali e pratiche intese: a nessuno dei due piace fare le prove; abbiamo la stessa concezione del ritardo. Siamo infatti riusciti , con un ritardo di 11 anni, a trova

Andrea Spinelli: “Dipingere la musica per annullare i confini tra i sensi” – intervista

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Da circa un anno a questa parte l'artista e musicista Andrea Spinelli si è inventato una nuova modalità per unire arte e musica: ritrarre gli artisti dal vivo ai concerti. E' molto facile incontrarlo e riconoscerlo, infatti, poiché durante i concerti si posiziona vicino al palco e, con un cavalletto davanti o un block notes tra le mani, è intento a catturare momenti, emozioni e colori. In occasione dei suoi primi 100 ritratti dal vivo, Andrea ha organizzato una festa bellissima al Tambourine di Seregno (MB), sabato 18 marzo, in cui si esibiranno Diodato e Cesare Livrizzi e tutti i dipinti saranno esposti. Intanto, in fondo a questa bellissima intervista, ve ne facciamo già vedere qualcuno.     di Eleonora Montesanti Andrea, raccontaci un po’ di te: quando è nata la passio

Nadàr Solo: “Semplice” è la vita che viviamo – intervista

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In occasione del tanto atteso concerto dei torinesi Nadàr Solo di questa sera al Serraglio di Milano, in cui finalmente sentiremo dal vivo il nuovo album Semplice, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Matteo De Simone, basso e voce del gruppo.     di Eleonora Montesanti Semplice è il vostro quinto disco. Un disco libero, autentico, schietto. Qual è stato il motore che ha acceso la scintilla da cui è nato? E' sempre la vita che viviamo. Io per la maggior parte del tempo vivo e faccio cose che c'entrano poco con la musica... Vivo e penso tanto, a volte troppo, ma questo mi rinnova, mi ricarica. Quando il serbatoio è carico nasce l'urgenza di svuotarlo... Ed ecco che arrivano nuove canzoni. Ascoltando l'album molte volte ho pensato ad una cosa: semplicità,

Le interviste di Indiegeno Fest: Giovanni Truppi

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Le interviste di Indiegeno Fest si chiudono con la velocissima chiacchierata con Giovanni Truppi, beccato al volo qualche minuto prima di salire sul palco del Teatro Greco di Tindari. Di origini napoletane, ha esordito nel 2010 e da quel momento non ha mai smesso di farsi notare sui palchi di tutto lo stivale, tanto che ormai è una delle certezze del nostro panorama indie. Prima di lasciarvi all'intervista, non ci resta che dire di lui: "Stai andando bene Giovanni". Sei emozionato di suonare in questa location? Sì, devo dire di sì, perché è bellissimo e anche perché ci sono gli Afterhours che sono una band che amo da moltissimi anni, quindi quando mi capita di incrociarli è sempre emozionante. Conoscevi il festival? Cosa ne pensi? Mi sembra molto bello, tutti gli artisti che ci parteci