I The Killers se la prendono con il Pop made in USA

Killers“Mi domando cosa ascoltino gli adulti. Quello che viene suonato alla radio?”. Comincia con questa domanda l’invettiva di Brandon Flowers verso l’attuale panorama pop statunitense. Prosegue il frontman dei The Killers: “Perché in questo caso dovresti ascoltare qualcosa di adatto per la tua età, non una canzone che parla di donare la tua verginità al fidanzatino il prossimo sabato sera. È davvero uno scenario un po’ ritardato. Ogni canzone si assomiglia. Se i quarantenni ascoltano quelle cose, andrà a finire che ci cresceranno anche i loro figli. Non è nemmeno musica“. Con questa dichiarazione al tabloid The Sun, i Killers hanno lanciato la loro crociata contro l’attuale scenario del pop a stelle e strisce.

A conferma del The Killers-pensiero, c’è anche la dichiarazione del batterista Ronnie Vannucci che a sua volta utilizza l’aggettivo “ritardata” per definire l’attuale produzione musicale americana: “Avere avuto successo prima in Inghilterra che a casa nostra è stato fantastico perché l’America funziona alla rovescia, dal punto di vista musicale è “ritardata”. C’è tantissima bella musica, ma siccome non corrisponde a un formato noto non riceve attenzione. Mentre ci sono un sacco di stronzate trasmesse alla radio”.

Pensieri e parole difficili da non condividere.