Green Day: l’odissea dei Festival in Italia

Era il lontanissimo 2009, quando abbiamo avuto l’onore, o la grazia, di poter avere sul palco del Palaolimpico di Torino i Green Day, fu quella l’ultima esibizione in Italia. Era il 12 Novembre, ed era la terza tappa italiana del loro tour. Dopo il 2009, prende piede la “maledizione” dei Festival in Italia per loro. Non siamo i primi a parlarne, e non è nemmeno semplice farlo a ferita ancora aperta, ma parla il caso, il destino. Era il 2010, a Mestre, c’era l’Heineken Jammin’ Festival, Green Day line up, e lì si scatenò una tempesta che porto sul prato verde 200mm d’acqua nel giro di un’ora, alle 21.20 il cielo si schiarisce, ma il concerto viene annullato perché il parco era completamnte allagato. 2 settembre 2012: arrivi a Bologna, secondo festival con line up Green Day, magari è da quell’HJF che li aspetti, ti sei organizzato, hai comprato il biglietto appena uscito, hai convinto qualche amico a fare la traversata dell’Italia con te, arrivi lì nel pomeriggio, qualcuno ha già suonato, qualcuno sta suonando. Qualcuno sta arrivando insieme a te, e qualcuno, stranamente, se ne sta andando! “c’è un sacco di traffico, ma è un traffico strano, di quelli che non va in una sola direzione, e ti chiedi il perché. Sei lì, in coda, paziente. Vedi delle ragazzine con le magliette di Billie Joe Armstrong, una cosa che ti sembra quasi anacronistica, ma ci sta: ormai sono un gruppo transgenerazionale, pensi. Una di loro è al telefono e piange. E ce n’è un’altra, che piange. Chissà, forse Billie non ha firmato loro l’autografo. Un tizio passa con un gigantesco pallone a forma di bottiglia di birra. Va verso l’I-Day. Poi vedi della gente allegra che va verso il concerto, e della gente alterata che cammina nella direzione opposta, a passo spedito. Il tizio con la birra gonfiabile torna indietro. Anche loro avranno fatto fatica a trovare parcheggio, pensi. Intanto, la coda prosegue lenta.Parcheggi, con non poche difficoltà, e pensi: è fatta. Ora si tratta solo di godersi il concerto. Scendi dalla macchina e ti ritrovi in mezzo a un doppio flusso di fan dei Green Day, di ogni età. Un gruppo di ragazzini tutti vestiti di nero con le cravatte rosse, altre giovini con magliette a tema (una piange. Ancora?), qualcuno fa suonare pezzi del gruppo da uno smartphone. Capti frasi, discorsi, finché ne senti un frammento che ti passa accanto veloce “rimborso”… «Rimborso?», ti dici. In che senso, rimborso?

Torneranno l’anno prossimo, hanno promesso. E’diventata una questione di principio ormai, li vogliamo vedere! E dell’ironico (sarcastico) “non c’è due senza tre” sinceramente ce ne freghiamo. Billie riprenditi, un anno è infinito, ma il count down è già iniziato!

 

 

A breve vi daremo le info per i “rimborsi” per altre info andate su http://www.vivoconcerti.com/

Fonte:http://www.henryruggeri.com/ – http://www.soundsblog.it