Xabier Iriondo e ?Alos: la recensione di Endimione

Complesso, pazzesco, disumano, unico, bestiale, terrificante, feroce, straziante, spietato, incredibile, angoscioso, ossessionante, spaventoso, superbo, ansioso, eccessivo, infernale. Con questi aggettivi si può descrivere ENDIMIONE’ ispirato dai “Madrigali” di ANTONIN ARTAUD l’ultimo lavoro in uscita proprio oggi, 15 ottobre, per BRIGADISCO di ?ALOS – XABIER IRIONDO. Un vinile 12’ trasparente nel quale si fondono ricerca primitiva, poesia e ferocia. Un disco che lascia il segno, dove l’entità di ogni singola traccia si può trascurare e considerare un unica opera. La colonna sonora del Bing Bing, di cui ne potrebbe essere il primo vagito oppure il frastuono della fine dei tempi. Si, è così imponente questo lavoro. Lei è Stefania Pedretti, in arte ?ALOS, protagonista con Bruno Dorella del percorso OvO e fondatrice del progetto ALLUN e lui è Xabier Iriondo, chitarrista degli Afterhours nonché manipolatore sonoro di progetti come Uncode Duello, A Short Apnea. ?ALOS canta, declama, urla,  gorgheggia malessere, con una voce che spazia dal terrorizzante al sensuale. Da voce alla primitiva libertà, al primo istanti delle “cose”.
Le sue urla, come un eco della visione danno alla mente le immagini di ciò che è accaduto e di ciò che accadrà. Iriondo si destreggia con alcuni strumenti auto costruiti e non. Cattura l’attenzione con la sua musica rumorosa, caratterizzando l’intero album con vari “rumori” (il suono di un piccolo campanello, graffi di grammofono, e vari altri suoni disturbati  di incompressibile natura alle volte, credo si sia diverto nella realizzazione di quest’album). Un disco davvero “impressionante” per qualità e quantità di aggettivi che fa suscitare. Di sicuro non è un disco per tutti, e questo di sicuro è una delle intenzioni dei due autori. Un disco che sicuramente si addice ad una notte di nebbia, che fa da cornice ad uno “spettacolo tetro e viscerale, dove la  paura di una sonorità sconosciuta si compensa con una sensazione di assoluta e primitiva libertà. Un disco che consiglio di utilizzare con cautela, può dare visioni inaspettate di cose che fino a quel momento non credevate nemmeno di poter immaginare.

F.P.