Vasco compie sessant’anni: Auguri Komandante

Vasco Rossi compie sessant’anni. Auguri Komandante. Oggi più che mai, diventano superflui tutti quei noiosi sofismi, attorno ai quali spesso si intrecciano i dibattiti attorno alla figura del Blasco. Vasco festeggia i suoi sessant’anni, non si sa ne dove ne come. Forse a Zocca? Dove il suo paese ha organizzato un mese di celebrazioni fra concerti e serate dedicate? Difficile. Magari a Los Angeles. Dove Vasco è solito svernare? Poco probabile. Magari a nel suo appartamento di Bologna, insieme a parenti e amici più stretti, che ben hanno custodito il segreto in merito a luogo e data dell’evento? Difficile da dirsi. Certo è invece cosa questi sessant’anni abbiano rappresentato per la musica italiana.
Non si può parlare infatti di rock italiano senza far riferimento all’opera del Blasco, autentico provoca(U)tore, come lui stesso si è definito. Vasco è la storia del rock italiano, da quando nel 1979 incide “Albachiara” e pubblica il suo secondo album “Non siamo mica gli americani” (il primo “Ma cosa vuoi che sia una canzone” era uscito nel 1977 n.d.r.). Prima del definitivo successo un altro disco destinato alla leggenda: “Colpa d’Alfredo” esce nel 1980, ma a fatica varca i confini dell’Emilia Romagna a causa della censura nei confronti di un testo ritenuto troppo volgare per il periodo. E’ un incedere costante. Nel ’81 è la volta dell’inno “Siamo solo noi” poi la dirompente partecipazione a San Remo con “Vado al Massimo” e quel microfono messo nella giacca e fatto cadere dietro le quinte. L’anno dopo è la volta di “Vita Spericolata”. Il brano, anch’esso presentato durante una storica partecipazione a San Remo, verrà inculuso nel disco “Bollicine”, recentemente eletto da Rolling Stone Magazine come il miglior disco nella storia della musica italiana. Poi l’arresto e il carcere,la caduta prima della consacrazione dei primi anni ’90. Il “Liberi Liberi tour” riempie il 10 e il 14 luglio del 1990 gli stadi San Siro di Milano e Olimpico di Roma. Si apre la stagione dei concerti-evento. Nel 1995 “Rock sotto l’assedio” contro la guerra in Jugoslavia, nel 1998 130.000 persone lo accolgono all’Heiniken Jammin Festival. Gli anni 2000 sono quelli di “Stupido Hotel”, “Buoni o Cattivi” e dei record-tour da stadio. Vasco arriverà a dire: “C’è la Pasqua ad aprile, a maggio la festa della mamma e a giugno i miei concerti…”.

In effetti questa è solo una parte di quanto realizzato da Vasco in quasi quarant’anni di carriera. Abbastanza per chiedere la pensione. Richiesta avvenuta la scorsa estate, quanto durante il “Vivere o niente tour” dopo le difficoltà nel corso delle tappe milanesi di San Siro, il Blasco aveva annunciato al Tg1 le dimissioni dall vita da rock-star. Anche in quel caso non mancarono dibattiti, polemiche e commenti fuori luogo. Così come sempre più complicato è interpretare le notizie che lo danno dentro e fuori dalle cliniche per problemi salute. Inutile chiedere, domandare, tentare di indagare. Quando vorrà sarà lui a parlare, magari con una canzone.
Vasco è stato tutto questo: icona del disimpegno, poeta maledetto, cantautore di successo, la versione italiana del rocker ribelle, oppure anche semplicemente Vasco, così com’è adesso. La verità è che per ognuno di noi ha spesso rappresentato anche qualcosa di più di tutto questo: perciò buon compleanno.

Per celebrare, nel nostro piccolo, il sessantesimo compleanno di Vasco, vi lasciamo con uno dei suoi inni. Se non bastasse ricordiamo come dalle 12 alla mezzanotte di oggi, dagli studi della Roxy Bar Tv, andrà online una diretta presentata da Red Ronnie e dedicata al Komandante, con video inediti, interventi da studio, collegamenti via Skype.L’evento sarà in live streaming anche sul sito ufficiale del cantante e sui grandi network editoriali.