Tre Allegri Ragazzi Morti: Il giardino dei fantasmi – recensione & foto

A due anni di distanza da “Primitivi del Futuro”, i Tre Allegri Ragazzi Morti proseguono sulla strada dei ritmi etnici e reggae. Ritornano con un lavoro dal titolo “il giardino dei fantasmi” (Tempesta Dischi; distribuzione Universal), un disco folk, etnico. Con influenze di musiche Caraibiche e Africane, a tratti arabeggiante. “Un disco etnico, ma di un’etnia immaginaria” come loro stessi l’hanno definito. Potremmo dire che le sonorità rappresentino l’uomo e le migrazioni. Il cittadino contemporaneo, che vive le nostre città. Quel miscuglio culturale che solo il mondo occidentale, quello di una periferia cosmopolita può formare. Sonorità che decorano le storie racchiuse nei testi cantati e disegnati da Toffolo e compagni. La morte, l’amore e la rassegnazione la fanno da padrone in queste undici storie. Temi da sempre cari ai tre di Pordenone, come nel brano il cacciatore che descrive l’adolescenza. L’adolescenza perduta di un ragazzo scomparso negli 90, morto e sepolto in giardino. Dissotterrato nei giorni nostri. Il suo fantasma si risveglia rassegnato e deluso per essere stato dimenticato ed escluso da questa società. La metafora di noi trentenni precari e incazzati con tutto e tutti. Ma non manca la speranza, come nel canto “la mia vita senza te”  un incitamento ad andare avanti, di non abbandonarsi al passato, qualcosa di buono ci aspetta. Una filastrocca in stile caratteristico dei TARM, un motivetto che trascina e si fa cantare  con un ritmo ska/dub impreziosito dal suono di un ukulele. Come anche il pezzo conclusivo del disco dal titolo Di che cosa parla veramente una canzone, un ritornello orecchiabile, e che sicuramente verrà urlato dal vivo, e che anche i fautori dei TARM dei primi momenti della loro carriera apprezzeranno. Un disco a cui bisognerebbe dedicare molto più tempo e spazio, pregno di contenuti che i tre allegri ragazzi morti ci vogliono comunicare, e per quello che può suscitare in noi stessi. Undici brani, undici storie e visioni da ascoltare e immaginare dall’inizio alla fine. Noi li abbiamo ascoltati live al Magnolia lo scorso 13 dicembre, e vi proponiamo qualche foto della serata.

Sanfabe

Foto by Mario Carina: 

no images were found

 Tracklist

01 – Come mi guardi tu

02 – I cacciatori

03 – Bugiardo

04 – La mia vita senza te

05 – Alle anime perse

06 – La fine del giorno (canto n° 3)

07 – La via di casa

08 – Bene che sia

09 – E poi si canta

10 – Il nuovo ordine

11 – Di che cosa parla veramente una canzone?

 

CREDITS:

Luca Masseroni alla batteria e percussioni; Enrico Molteni al basso elettrico e acustico e Davide Toffolo alle chitarre elettriche e acustiche, e voce. Hanno partecipato alla realizzazione del disco Andrea Maglia (che seguirà il trio dal vivo), Giulio Frausin (Mellow Mood e The Sleeping Tree) Paolo Baldini. I gemelli Garzia (sempre Mellow Mood) si sono prestati a numerosi cori. Presente in vari episodi anche il coro I Fantasmi, composto da Mimina di Muro, Elisa Santarossa, Giulia Sgrò, Elena Veneruz e Lorena de Bernardis.

Registrato all’Alambic Studio di Valvasone, Pordenone, per la produzione di Paolo Baldini

Il concept grafico è frutto del lavoro di Davide Toffolo ai disegni, Alessandro Baronciani alla grafica, Sterven Jonger alla fotografia e Canedicoda ai costumi.