Samuele Bersani “Nuvola numero nove tour 2014”, la recensione del concerto al Carroponte

Samuele Bersani @ Carroponte  (3 di 17)Quando Samuele Bersani sale sul palco del Carroponte, per la tappa milanese del suo “Nuvole numero nove tour 2014”, sono le 22.05 di un giovedì sera privo di stelle.

Non se ne scorgono attraverso i ferri del Carro, le poche che si vedono sono disegnate sul telo che fa da sfondo al palco, un po’ come quelle che Samuele racconta di aver attaccato da ragazzo sul soffitto della sua camera. Allestimento minimal, completato da un comodino, un abat-jour, un paio di bicchieri d’acqua, tastiere, percussioni, batteria, benjo, basso e tantissime chitarre.

Lo spettacolo del cantautore di Cattolica, bolognese d’adozione, comincia con “Complimenti” singolo estratto dall’ultimo lavoro di Samuele Bersani quel “Nuvola numero nove” che prende il titolo in prestito dall’espressione inglese “cloud nine”, tradotto: settimo cielo. Tre canzoni e poi la prima chiacchierata con il pubblico. Detto che fa sempre piacere sentir parlare qualcuno capace di dar peso alle parole, il dialogo con il pubblico mette subito in chiaro, magari a chi si trovasse qui per la prima volta, che qui si è fra amici. “Milano è la città dove ho più amici, quelli veri” racconta il cantautore scorgendo emozionato i volti ai quali allude fra quelli della gente del Carroponte. Samuele ringrazia, si scusa per il disguido fonico dell’ultima esibizione milanese al Teatro Nazionale e chiede quanti sono gli innamorati nel pubblico.

Arrivano “Pescatore d’asterischi” e “Spaccacuore” poi un cambio d’abito fuori programma, la serata è più calda di quanto ci si aspettasse, quindi l’intro che conduce il pubblico a quello che, a gusto di chi scrive resta il testo più bello scritto da Samuele Bersani, quella “Replay” così: “difficile da cantare”, ma che rapisce definitivamente la gente del carroponte.

Il concerto raggiunge il momento emotivamente più alto quando Bersani racconta di un ragazzo venticinquenne, appena lasciato dalla morosa, che piange appoggiato ad un mixer mentre ascolta Lucio Dalla – applausi – registrare “Tu non mi basti mai”. È il primo capitolo di una storia che porterà alla stesura del testo di “Canzone”. Poi è la volta di “Occhiali rotti” in ricordo del giornalista milanese Enzo Baldoni, ucciso in Iraq nel 2004.

È il momento del gran finale, ecco “Freak” e “Coccodrilli”, poi il ringraziamento alla band, qualche attimo di silenzio e Samuele Bersani al piano per “Il Mostro”. La gente del Carro ne vuole però ancora una. Potrei ma non voglio, vorrei ma non posso? Arriva “Giudizi Universali”, poi si chiude con un riarrangiamento di “Chicco e Spillo”.

Crescendo si diventa meno sicuri” dice Samuele nel corso della serata. Vero. Se però a dirlo è il contemporaneo esponente di una scuola di cantautori che ha come maestro Lucio Dalla e come radici Francesco Guccini, stasera, per una sera, le nostre insicurezze, torniamo tutti a casa accarezzandole e tendocele tutti un po’ più strette.

Di seguito tutte le nostre foto della serata:

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