Roy Paci CorLeone: Blaccahénze – Recensione e Foto

roy paci A otto anni di distanza da Wei wu wei, primo album del collettivo CorLeone. Il collettivo torno con Blaccahénze che in dialetto abruzzese significa bordello/casino, titolo del nuovo album del progetto CorLeone di Roy Paci.

Un disco che unisce sei musicisti proveniente da diversi ambienti musicali:sax baritono Marco Motta, sax alto di Guglielmo Pagnozzi, John Lui chitarra e synth, Alberto Capelli alla chitarra e Andrea ‘Vadrum’ Vadrucci alla batteria, Roy Pacy tromba e flicorno. Non c’è il basso ma non se ne sente il bisogno. Sette tracce che spaziano nell’improvvisazione, che ancora  prima di essere un disco jazz, è un disco rock, muscolare, possente, nervoso. Un album che esprime a pieno il concetto di libertà espressiva, del piacere della creazione, del parto intellettuale della realizzazione di un opera.

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 Le ispirazioni di questo lavoro spaziano su diversi immaginari , come il brano d’apertura si muove nei luoghi di un omicidio, per poi passare a momenti caldi ed ipnotici di Budstep Infected, concreta, spietata, rabbiosa, infettata dall’elettronica. Questa è uno dei momenti più belli dell’album, oltre il lungo assolo di tromba di Oeil reloaded. Un album che coniuga sapere materiale e cibo cerebrale. Ludico nell’aspetto e professionale nel cuore.

Noi abbiamo assistito alla presentazione di Blaccahénze @ Leoncavallo 23/3/13, eccovi alcune foto:[shashin type=”albumphotos” id=”21″ size=”small” crop=”n” columns=”max” caption=”n” order=”date” position=”center”]