Rebis: “Naufragati nel deserto” la recensione

“Naufragati nel desetro” è il disco d’esordio del duo Rebis, al secolo Andra Megliola, chitarrista e compositore, e Alessandra Ravizza voce e arabista. Il nome Rebis deriva dal latino ed è stato scelto per il suo richiamo all’equilibrio e all’unione degli opposti.

REbis Cover
La cover di “Naufragati nel deserto”

Naufragati nel desetro” è un disco bagnato dal mediterraneo in tutte le sue tracce. C’è la Sicilia, la Tunisia ma soprattutto c’è la consapevolezza di non vuole essere alla forzatamente alla moda. Ne viene fuori un disco spontaneo, compleamente acustico e molto ben realizzato in ogni suo dettaglio.

Naufragati nel deserto” dà subito l’idea di essere un disco molto interessante, quando con tracce come “Pir meu Cori” e “Un mare” ti trasporta attraverso ritmi che non pensavi di conoscere, ma che forse hai sempre avuto dentro. Il brano che dà il titolo al disco “Naufragata nel deserto” è la perfetta sintesi di immagini raccontate attraverso musica e parola. “La notte di San Giovanni“, che trascina con i suoi ritmi quasi jazz, è poi uno dei brani più riusciti del disco. “Domani” e “La neve e le rose” sono invece brani molto delicati, mentre “L’attesa” tratta l’ancestrale tema del tempo sprecato ad aspettare qualcosa che poi forse non si sa bene nemmeno cos’è.

Nel finale il disco dà un po’ l’impressione di perdersi per strada, o meglio di disattendere le premesse iniziali, ma nel complesso la prova del duo Rebis convince.

La track list di “Naufragati nel deserto”:

1. La terza via
2. Pir meu cori
3. L’attesa
4. Un mare
5. Domani
6. Naufragata nel deserto
7. La neve e le rose
8. Ya Yasmina attunsiyya
9. La notte di San Giovanni
10. Tra le nuvole
11. Alla luce
12. Riflessi di tegole
13. Qualcuno, nessuno