Rebetiko Gymnastas: Vinicio Capossela @ Tunnel 5/11/12 foto & recensione

Il Rebetiko Gymnastas tour Di Vinicio Capossela si è trasferito nei club, e si fa intimo. Trova la sua dimensione, il contatto. Noi abbiamo seguito Vinicio in diverse location quest’anno, dal concerto di Sesto S.G. al Carroponte, a quello di Festambiente in Toscana; nel primo si sentiva il distacco dal rebetiko, subito colmato invece con il live di Agosto a Rispescia in occasione di Festambiente. Saranno state le stelle, la luna e il mare? probabilmente sì. Ma mancava ancora qualcosa, l’intimità, che per un disco fatto di voce e “compari” diventa fondamentale. Come spiega lo stesso Vinicio in una recente intervista la scelta di fare un tour in club così piccoli è proprio per via “dell’essere più vicini allo spirito della taverna, del rebetiko. Perché quando si parla di peccati il peccato dev’essere condiviso, e non si può stare al riparo di un palco rialzato con transenne o dietro a un sipario. E’ una dimensione più comunitaria , come comunitario è lo spirito di questa musica. A mio modo di sentire, Rebetiko non è un genere musicale , ma qualcosa che ti parla di te. Qualcosa che libera dentro un demone. Che scioglie e libera la parte anticonvenzionale di noi stessi. Qualcosa che fa spaccare piatti o tirare un pugno, o abbracciarsi o languire, o bere. Tutte cose che non si possono fare seduti in poltrona.” A milano è toccato al Tunnel Club che ha ospitato ben quattro concerti di Vinicio. La scelta di questo luogo ben preciso non è avvenuta per caso. Il Tunnel Club , secondo Vinicio, e anche secondo noi, “ha davvero l’aria del covo. Del ritrovo nella pancia del grande dinosauro ferroviario. E’ un luogo che appartiene alla dimensione che più amo della città: la clandestinità. L’essere come in un grosso albergo la cui hall è la stazione centrale.” Noi de lamusicarock.com ci siamo stati, l’atmosfera rispecchia le parole di Vinicio. Una Taverna, un vero e proprio covo sotterraneo. L’aria è calda, tutti con lo stesso peccato, “Abbandonarsi” al Rebetiko. Ad accompagnarlo, in questo viaggio ellenico ci sono i suoi compari, Alessandro «Asso» Stefana alla chitarra, Glauco Zuppiroli al contrabbasso, Vassilis Massalas alla chitarra e baglamas, Ntino Chatziiordanou alla fisarmonica e all’organo Farfisa, Dimitri Emmanouil alle percussioni e Manolis Pappos, maestro del bouzouki. Vinicio propone i brani dell’ultimo album, oltre ad altri pezzi del suo repertorio Con una rosa e Corre il soldato e nn è l’amore che va via. Ci regala anche delle bellissime cover come reinterpretazione di Quello che non ho, di Fabrizio de Andrè. Ed un omaggio, La grande Enzo del Re, riproponendo la sua Lavorare con lentezza. “Il rebetiko è musica nata da una catastrofe, da una grande crisi e da una colossale migrazione. Ha dentro di sé il cromosoma della ribellione e della rivolta individuale…” ma almeno ora ha trovato la sua vera locazione.

Sanfabe

Anji

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