Progresso, il nuovo album dei Deserto Rosso

copertina_desertorossoLa band Deserto Rosso nasce ufficialmente nel 2008 da un’idea della cantautrice romana Erika Savastani e del produttore e musicista Danilo Pao. Un’intesa professionale che risale già al 2003 con concerti e session in studio. Nel 2009-2010 i Deserto Rosso partecipano con successo ai tour estivi degli Zero Assoluto. Un’opportunità che gli permette di farsi conoscere al grande pubblico e che gli impegna in un’intensa attività live, con oltre 90 concerti in giro per l’Italia e per l’Europa, nel corso dei quali presentano il loro primo singolo “Senza Cuore”. Nel 2011 esce il loro album d’esordio “Mi fanno male i capelli”, un incontro di stili, persone e rappresentazioni dell’inquieto mondo femminile.  Nel 2012 pubblicano “Oasis Eléctronique” EP contenente sei versioni elettroniche del brano “Contact” contenuto in “Mi fanno male i capelli” , sempre nel 2012 “Déjà Vu” primo singolo del loro album d’esordio diventa parte della colonna sonora composta dalla band per il cortometraggio “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani, il corto diventa finalista al premio David di Donatello 2012, e vince numerosi festival come miglior cortometraggio tra cui il M.I.F.F. Awards Cavallo di Leonardo 2013, ed è finalista al  “Cleveland International Film Festival”.

Il Deserto assorbe di volta in volta i contributi di diversi musicisti e figure artistiche, nel primo album (M.Costanzo, D.Cassini, Chef Ragoo…). Per “Progresso” Danilo ed Erika formano una band che vede Fernando Pantini alle chitarre, Andrea Ruta alla batteria, Adriano Pennino al piano elettrico e registrano l’album in presa diretta ai Forward studios di Grottaferrata alla ricerca di un suono live ed omogeneo tra strumentazioni ed effetti dell’ epoca, L’artwork dell’Album è del artista pop surrealista Seven Moods.

desertorosso“Progresso” è un album tributo alle band italiane anni ‘60/’70 un tuffo nel passato per scoprire le radici della musica rock attraverso le canzoni di alcune band storiche ed altre semisconosciute. Il primo brano estratto è “Casa mia” dell’ “Equipe84” band seminale del rock alternativo mainstream degli anni ‘60. Una bella canzone scritta da Luigi Albertelli e Roberto Soffici presentata al Disco per l’Estate del 1971 riporta ancora una volta al successo la Equipe 84, in realtà in questa occasione (e in seguito) rinominata “Nuova Equipe 84” per la forzata uscita di Alfio Cantarella e quella volontaria di Franco Ceccarelli, sostituiti rispettivamente da Franz Di Cioccio e da Dario Baldan Bembo (alle tastiere). La canzone ci riporta ad un passato non lontano, ma evidentemente già ampiamente dimenticato, nel quale erano gli italiani ad emigrare, in Europa o anche più lontano, e mai avrebbero pensato di essere ossessionati in futuro dalla presenza di immigrati nel nostro paese. L’avrebbero considerato, probabilmente, un bel traguardo. Per la cronaca fino agli anni ’80 le rimesse degli emigranti hanno pesato in modo sensibile sul PIL italiano, e nel 1971, a cui ci riporta questa canzone, mentre qualcuno si sentiva parte della cultura europea, dal beat alla psichedelia, molti altri, uomini e donne, dovevano più prosaicamente emigrare e accettare i lavori che in Svizzera o in Germania non volevano fare, per mantenere le loro famiglie. Da consigliare per un utile ripasso anche la visione del film dello stesso periodo Pane e cioccolata di Franco Brusati, con Nino Manfredi e Anna Karina.