Modena City Ramblers “Niente di nuovo sul fronte occidentale”: la presentazione a Milano

_DSC7024_1Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale, è l’ultimo album dei Modena City Ramblers, che abbiamo già recensito e di cui vi abbiamo parlato in occasione della sua uscita, lo scorso 5 febbraio.  Questo è il tredicesimo lavoro della band, e noi de lamusicarock.com abbiamo partecipato alla sua presentazione lo scorso 7 Marzo alla Feltrinelli di Milano.  Una raccolta di storie che non puoi fare a meno di ascoltare attentamente, e che ti commuovono perché esprimono la passione di chi quelle storie se le sente, e le deve far conoscere. Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale, come tutti i lavori dei Modena, propone attraverso uno sguardo da spettatore sul mondo, la presa di coscienza, e la partecipazione.  Riflessioni su storie di vita vera, narrazioni e legami con l’attualità. E’ il caso di quando ci introducono alla storia di Luigi, partigiano, che lasciò in regalo il suo violino alla famiglia che lo aiutò prima di essere ucciso dai fascisti. Violino ritrovato dopo 67 anni, “grazie” ai danni provocati dal terremoto dello scorso Maggio, e che Fry ha potuto suonare in suo onore._DSC6993_1 Tematiche e storie tanto recenti quanto lontane. Durante l’incontro con i MCR a Milano, sono stati eseguiti e raccontati 7 dei brani presenti nel doppio CD, diviso tra sonorità rock, e folk; un viaggio che ci ha accompagnato nella primavera araba (E’ Primavera), passando per le storie di brigantaggio e sterminio dell’esercito piemontese (La Guerra D’L Barot), per poi farci arrabbiare tornando ai giorni nostri in quel di Ferrara, sotto la sua Luna, ascoltando la storia di Federico. Una presentazione fatta dai Modena a noi, con le loro parole, e le loro spiegazioni dei testi, e di ciò che c’è dietro a tutto questo. Un Fronte Occidentale indefinito, che vive ancora dentro a confini labili. Non un fronte di libertà, e di diritti riconosciuti, ma ancora un “fronte di trincea”. Povertà (Pasta Nera), crisi economiche (Occupy Wall Street) e follie dei bombardamenti mediatici. Allarme sull’oggi che spinge a guardare indietro, alla forza della parola, e anche della poesia, come accade a Damasco in E’ Primavera. _DSC7071Sin dal primo ascolto ci eravamo accorti che le 18 canzoni contenute in “Niente di nuovo sul fronte occidentale” esprimevano l’identità della provincia italiana; dopo aver incontrato i Modena abbiamo capito quanto di questa identità si rifletta anche al di fuori. E’ proprio questo il messaggio che parte dal titolo del nuovo album e si lega ad ogni singolo brano che racchiude. Erich Maria Remarque, autore del libro da cui l’album dei Modena prende il nome, raccontò nel 1929 la storia di alcuni giovani ventenni tedeschi, arruolati per la prima guerra mondiale; partono convinti di vivere una bella avventura, ma poco tempo dopo si accorgono di come la guerra sia inutile, chiedendosi senza avere delle risposte, chi volesse veramente fare la guerra. Questo è l’interrogativo. Questa è la riflessione.

Un’ora conta un anno se il domani è uguale a ieri aggrappati con le unghie ad un futuro di cartone. Corrono veloci le notizie di una tregua, menzogne di regime per tener buona la truppa. Intorno il mondo cambia, ci cade il cielo in testa, in attesa di un nemico senza volto e senza nome. Passano in parata colonnelli e burattini, tutto cambia, nulla cambia, fermi ad aspettare, un giorno dietro all’altro sempre grigio e sempre uguale. Niente di nuovo sul fronte occidentale! 

Anji

Foto by La Ile

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