Mariage à Trois: concerto all’Ohibò – la recensione

Mariage a trois

I Mariage à Trois riescono con grazia e morbidezza a riscaldare l’Arci Ohibò in una serata di ritmi ricercati, voci profonde e colori invernali. Il gruppo nasce a Milano all’inizio del 2010 dall’incontro di Annabella Di Pasquale (voce) e Giovanni Melucci (pianoforte). Ai due dopo poco si aggiunge il contrabassista Stefano Fascioli (da qui il loro nome che allude ad un trio) ed è con questa formazione che iniziano ad esibirsi. Alla fine dello stesso anno il trio si allarga con l’ingresso del batterista e percussionista Alessio Russo e prepara il suo primo EP autoprodotto “4 Pezzi a forma di Pera” (il titolo dell’opera è un omaggio a Satie e alla sua idea di libertà espressiva, a cui i Mariage à Trois restano fedeli). Un lavoro composto da quattro brani arrangiati con arte e raffinatezza, quattro pezzi notevoli, armoniosi e ricchi, pieni, data l’alchimia decisamente riuscita tra i suoni che si fanno emozioni eloquenti mentre corrono tra gli strumenti, i ritmi fautori di atmosfere mentali del tutto singolari e la bellissima voce di Annabella Di Pasquale che riesce a riempire con delicatezza e profondità lo spazio e il cuore. Sono di disincanto e bellezza i Mariage à Trois alla loro prima prova. Passa un anno e dopo aver completato la formazione con Francesco Cafagna (Fisarmonica, Ukulele, Flauto Traverso, Sax) i Mariage à Trois iniziano a presentare il loro lavoro dal vivo. Abbiamo la fortuna di vedere un live impeccabile. Il tango di apertura è meraviglioso, conduce senza esiti in uno spazio altro che abbraccia e culla per tutta la serata. Scorrono poi come carezze tra le luci soffuse i pezzi dell’album e alcuni inediti. Tra tutti in assoluto colpisce “Primitiva”, pezzo di rara bellezza che emoziona dal primo ascolto ma porta, dal vivo, ad un trasporto sincero e potente. Chiudono la scaletta due cover ben fatte: “Abro la ventana” di Lhasa De Sela e “Callous” di Yann Tiersen e Shannon Wright. Un concerto bellissimo dove la personalità e le caratteristiche peculiari dei singoli, Melucci e Cafagna continuano a cambiare strumenti tra un brano e l’altro in una sorta di danza che incanta, Fascioli e Russo sembrano parlare con gli strumenti in un dialogo che fa sorridere, la Di Pasquale ondeggia, cantando come stesse giocando a fare le bolle di sapone, si fondono in uno spettacolo di fascino e poesia. Attualmente stanno lavorando al loro primo disco e noi li aspettiamo, sognanti come ci hanno abituati ad essere.

Per info e ascolti: 

http://mariagetrois.bandcamp.com/

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