Marco Levi: Vietata la riproduzione – la recensione

marcolevi_vietatalariproduzioneSe rivoluzione deve essere trasfigurazione immensa e profonda di tutti i rapporti sociali, o non sarà tale, la rivoluzione nel cantautorato nostrano è la trasfigurazione dei racconti del rapporto tra uomo è donna. Questa rivoluzione ha inizio con Marco Levi, giovane cantautore Milanese, che affronta con una particolare forma di romanticismo questo tema. Un romanticismo fatto di canzoni schiette e sincere ed irriverenti, in cui si mitigano i dolori di oggi riassaporando la leggerezza della propria fanciullezza. Tutti questi sono gli ingredienti del lavoro d’esordio del giovane cantautore dal titolo “Vietata la riproduzione” prodotto da Lorenzo Magnaghi e uscito il 25 gennaio per The Tune/Self. Musica per chitarra e voce onesta, appassionata e autentica che si spoglia di barocchismi inutili, di pretese universali, di racconti spettrali per lenire ferite intime e dolorose, ma preferisce invece riassaporare i ricordi del passato più tenero e ricucire i tagli del presente con un’ironia dal sapore dolciastro.

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Intriso dell’immaginario dell’adolescenza che i trentenni di oggi attraversano, sogni svaniti alle prime luci dell’alba dopo una notte passata al bancone del bar, a far di se l’ultimo “latin lover” esistente, ma che nessuno vuole. Vietata la riproduzione, è un album in cui non c’è posto  per la complessità filosofica e/o narrativa, ancor meno per le logorree citazioniste e le melodie complicate.  In ogni brano ci si può rispecchiare, dalla canzone di “Johnny Boa”, un ragazzino cicciottello che viene deriso, per la sua abbondanza ma che grazie alla sua stazza contiene un amore smisurato. Da menzionare la trilogia sulla terza età, La badante, Nonno e Minkia nonno, un operazione di markentig volta alla conquista di una fetta di mercato ancora fedele alle mazurke. Questo è un album importante.

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Produzione artistica: Lorenzo Magnaghi
Etichetta: TheTune
Basso: Agu Marson
Batteria: Marcello Schena, Luigi Piloni
Archi: Simone Rossetti Bazzaro, Davide Santi
Tastiere: Lorenzo Magnaghi
Chitarre: Val Bonetti