Il Rebus: “A Cosa Stai Pensando?”, la recensione

“A cosa stai pensando?” è il disco d’esordio de Il Rebus.

Il Rebus grande
Il Rebus

A due anni di distanza dall’uscita del EP: “Il rebus Ep” arriva il primo album della band comasca. Paolo Ghirimoldi, Daniele Molteni, Cristian Oberti e Fabio Zago, pubblicano: “A Cosa Stai Pensando?”, undici tracce all’interno delle quali sono raccolti tutti i passaggi più importanti di una carriera iniziata nel 2010, dagli esordi di “Vuoti a Rendere”, fino all’ultimo singolo “Avere trent’anni”.

 “A Cosa Stai Pensando?” è un album le cui sonorità rock strizzano spesso l’occhio alla tradizione pop italiana. In alcuni momenti l’effetto è di già sentito, ma bisogna riconoscere che l’impianto è solido, la linea vocale ottima ed i testi riescono a dare qua e là quel valore aggiunto che fa si che “A Cosa Stai Pensando?” sia un album che valga la pena di ascoltare.

 “A Cosa Stai Pensando?” è infatti un viaggio all’interno dell’Italia al tempo dei social network, dove tutto per trovare la sua ragione d’esistere deve essere ostentato se non addirittura deformato dalle piazze virtuali. Un viaggio in un luogo dove la memoria è sempre più corta e la forma ha da tempo preso il sopravvento sulla sostanza.

A cosa stai pensando?” taccia per traccia:

  • La copertina dell'album "A cosa stai pensando?"
    La copertina dell’album “A cosa stai pensando?”

    Gerontocomi”. Apre l’album l’unica canzone d’amore presente al suo interno. Non aspettatevi comunque un brano convenzionale.

  • Quello che non dico”. Brano di denuncia contro un sistema di informazione che dice e non dice, al fine di tenere il popolo all’oscuro. “When the lights out it’s less dangerous…” verrebbe da pensare.
  • Avere trent’anni”. Primo singolo estratto, volgia di invertire la rotta e rompere convenzioni che con il tempo diventano sempre più imprigionanti.
  • Roma Brucia”. Scritta di getto il 15-10-11 dopo gli scontri avvenuti a Roma. Basterebbe la rivoluzione per farci cambiare? Brano decisamente più rock rispetto ai precedenti.
  • La Notte Urla” La religione è l’oppio dei popoli. Marx sorretto da sonorità rock.
  • Nei ghetti d’Italia…” Si tratta di un testo scritto da Adriano Sofri in seguito ai fatti di Rosarno del 2010. Il Rebus ha voluto musicarlo ed inserirlo nell’album diviso in due parti ad incorniciare “Vuoti a Rendere”.
  • Vuoti a Rendere”. Brano di denuncia, legato al racconto dei fatti di Rosarno del 2010.
  • Questo non è un uomo”. Seconda parte del testo scritto da Adriano Sofri.
  • Scie”. Brano toccante, che racconta la scelta di tutti quegli imprenditori che sconfitti dalla crisi economica hanno scelto di farla finita.
  • Equità”. Reggere sulle spalle il peso della gravità.
  • Brava Sara”. Un arpeggio chiude il disco, accompagnando Sara nella sua corsa verso il successo a tutti i costi.

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