Il Cielo sotto Milano… esplode: The Van Houtens, Le Doppie Viti, Gambardellas

La serata inizia con i Gambardellas, gruppo  milanese che riesce a miscelare rock’n’roll, garage rock e powerpop e fonderli in un genere unico, un indie rock molto particolare. Molto particolare è anche il loro tipo di formazione dato che il loro leader, Mauro Gambardella, è nel duplice ruolo di batterista e cantante, una soluzione molto “unusual” nel panorama rock. Si esibiscono per una buona mezz’oretta, con un buon repertorio di pezzi (quasi tutti realizzati da loro) e terminano l’esibizione con una cover dei Sonics. Dopo di loro è il turno delle “Doppie Viti”, band originaria di Saronno; il loro genere è un mix tra il cantautorato italiano e il rock classico, con una strizzatina d’occhio al folk rock. I loro testi sono caratterizzati dall’avere molti spunti ironici e beffardi, riproposti anche con la loro presenza scenica sul palco (il loro bassista si esibisce con addosso la fascia da sindaco). A tratti mi ricordavano lo stile di Elio e le Storie Tese. Riescono ad intrattenere il pubblico dell’Ohibò con svariate gag e improvvisazioni, tra le quali il “ballo di gruppo”, sulle note della ballata folk Whiskey in the Jar, alla quale, durante l’esecuzione alternano il testo originale con il testo di altre canzoni (italiane e non), riuscendo ad “infilare” pure il tormentone del rapper sudcoreano PSY Gangnam Style.  Assolutamente promossi. È quindi il turno degli headliners della serata, i Van Houtens. In questa tappa del loro tour invernale per presentare il primo disco Flop! , la band anglo-ossolana, capitanata dai fratelli Alan e Karen Rossi, propone al pubblico dell’Ohibò quasi tutto il repertorio che hanno prodotto in questi anni. Il loro è un genere davvero particolarissimo, perché spazia dall’indie pop tradizionale per passare alla musica elettronica fine anni ’80 (come nel brano 1987 Souvenir) per transitare sulle classiche ballate (come nel brano Waiting for the Sun, non presente però in questo live). Si parte con Automatic Girl (che è anche la prima traccia del cd, n.d.R.) per arrivare dopo poche tracce a John Ferrara & Betty Karpoff, canzone poliglotta con un retrogusto un po’ nostalgico, che con la sua melodia riesce ad entrarti in testa con una facilità disarmante. Altre poche canzoni ed ecco I Want to tell you, il nuovissimo singolo di cui è appena stato pubblicato su Youtube il video, girato in parte a Londra. Subito a seguire c’è la malinconica Paper Plane, per la quale Alan ha proposto al pubblico presente una sorta di sondaggio per vedere se questa poteva essere la prossima canzone candidata a diventare singolo. Ultima canzone del live (prima dell’immancabile bis) è la bellissima (It’s a) Beautiful Day, nota ai più per essere stata la colonna sonora di uno spot di McDonald’s nel 2008. Ammetto che non è la prima volta che andavo a sentirli, ma come sempre non hanno deluso le aspettative.

Foto & Recensione: Andrea Bertocchi

no images were found

Scaletta Van Houtens:

– Automatic Girl

– Baby Don’t Lie

– John Ferrara & Betty Karpoff

– Tosa Come Back

– Matala

– I Want To Tell You

– Paper Plane

– 1987 Souvenir

– (It’s a) Beautiful Day

Bis:

– Two Lines