Giorgio Canali: Quell’amore che ci ha ridotto a brandelli

Tra i tavoli del Tambourine – Arci di Seregno – sotto una pioggia torrenziale che copre a tratti col suo rumore anche le parole, incontro Giorgio Canali. Beve Gin secco da un bicchiere di plastica, fuma una dopo l’altra Camel senza filtro e sorride, sorride tantissimo. Parliamo di quello che è stato, dei perché, di quello che forse sarà. Dopo dieci anni continua l’avventura con i Rossofuoco nel loro perenne tour, nel loro perenne viaggiare in giro per l’Italia (dopo Seregno questo mese ancora Frosinone, Pisa e Napoli). Sono una squadra bella, armoniosa. E infatti quando Canali parla dell’idea del nuovo disco conferma che sarà ancora assieme a loro che verrà prodotto. Seduto nel cortile del locale il cantautore romagnolo mi racconta di come sono nati i suoi dischi: improvvisazioni continue in studio senza niente di preparato, improvvisazioni dalle quali poi vengono fuori quasi naturalmente armonie e musiche. Altra storia per i testi che vengono quasi sempre dopo e sono spesso attimi soltanto di dolore, di azioni altrui che feriscono o emozionano, di cose che succedono, di persone tagliate via dalle foto, di Messico che è sempre senza nuvole e fa venire voglia di piangere.

Perché, sostiene Canali mentre sembra quasi dimenticarsi di avere un concerto dopo pochi minuti, che solo così gli artisti possono creare qualcosa di vero, di giusto. Solo allontanandosi dalle piccole cose, dai dolori individuali, solo liberando la realtà particolare dell’uno le emozioni possono diventare grandi ed essere di tutti. Solo così, inoltre, guardando da lontano, possiamo esorcizzare quello che ci accade e andare oltre. Questo forse il centro del messaggio dei testi che dopo, nel concerto meraviglioso di Seregno, Canali regala al pubblico. Belli proprio perché umani, proprio perché capaci di andare in profondità e lasciarti per un attimo nudo. Prima di andare via gli domando se farebbe qualcosa assieme agli ex C.S.I. Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Francesco Magnelli, Ginevra Di Marco. Risponde scherzando: “Si, ma non più di uno alla volta”. Mi spiega che il tempo di quella formazione è finito, che sarebbe oggi insensato e faticoso, che sarebbe solo nostalgia e non nuova ricerca, non nuovo impulso. Saluto Canali. Entrambi abbiamo un concerto. Lui lo deve fare. Io lo devo ascoltare. Seduta con le testa indietro, poggiata sul muro. Emozionante come ogni volta, come ogni volta che prendo dal primo che passa lezioni di poesia.

Playlist Youtube – Giorgio Canali & Rossofuoco