Gianluca Porcu: “BLOOM”, la recensione in anteprima. Di ascolto e di silenzi

image001“Bloom”, quarto lavoro di Gianluca Porcu in arte Lu-po, è un album di musica elettronica che sperimenta la suggestione del suono, evoca spazi larghi attraverso l’uso sordo e lungo degli strumenti, viaggia senza gravità, come l’eco dei passi dentro a un enorme museo. Noi de Lamusicarock  lo abbiamo ascoltato in anteprima, e vi suggeriamo di fare una passeggiata digitale, tra i meandri del web, a partire da venerdì 5 aprile, quando il disco sarà on line, distribuito da “Zimbalam” (tempi moderni!). Prodotto e registrato tra Cagliari e Torino, “Bloom” è il segno di una ricerca musicale basata sulla elaborazione del suono. Brani come “Break the Night” o “Guilty Guitar” sono dapprima arrangiati con chitarre classiche, e successivamente rielaborati per ricavarne atmosfere ricercate ed eteree. Sonorità senza direzione se non quella interiore ed individualissima dell’evocazione, un ascolto senza gravità che non ti porta da nessun’altra parte se non dove tu stessa vuoi andare: “Bloom” è un compagno poco invadente, che non ti indica la strada, ma ti dà gli strumenti per percorrerla, dovunque essa sia. E’ il progetto di un compositore poliedrico, che spazia tra classici e ricerca elettronica, in equilibrio tra programmazione digitale e immediatezza. Questo quarto disco nasce dopo numerose e pregevoli collaborazioni del musicista sardo, tra cui spicca quella con la regista Emma Dante, in un contesto internazionale che lo vede firmare un contratto di edizione con AEF, dopo aver vinto il concorso di composizione indetto da Radio France Internationale. Attualmente “Bloom” è in nomination a Parigi per i Qwartz Music Awards, il prestigioso premio che ha coinvolto importanti artisti della scena internazionale come Bjork, Alva Noto, Laurie Anderson. Noi vi consigliamo di ascoltarlo a luci spente, di cadere nel vuoto, di perdere il senso. Silenzio.

Margherita D’Andrea